Puro e disposto a salire a le stelle

33^ canto del Purgatorio

Dante è pronto a salire in Paradiso

Nel Paradiso terrestre. Il poeta narra: “E più scintillante e più lento il sole occupava il meridiano, che si sposta qua e là a seconda delle visuali, quando le sette donne, come chi precede una compagnia di persone come guida se s’imbatte in qualche novità o tracce di essa, si fermarono al limite estremo di una zona in penombra, quale la montagna ha sotto le foglie verdi e i rami oscuri presso i suoi freddi ruscelli. Davanti a esse ebbi l’impressione di vedere l’Eufrate e il Tigri scaturire da una sola fonte, e, come amici, allontanarsi lenti.

“«O luce, o gloria degli uomini, quale acqua è questa che qui proviene da un’unica origine e si allontana da sé stessa a formare due fiumi?».

“Per tale preghiera mi fu detto: «Prega Matelda che te lo dica». E a questo punto la bella donna rispose, come fa chi si scioglie e difende dalla colpa: «Questo e altre cose gli sono state dette da me; e sono certa che l’acqua del Lete non glielo nascose».

“E Beatrice: «Forse un pensiero più intenso, che spesse volte offusca la memoria, ha offuscato gli occhi della mente sua. Ma vedi l’Eunoè che si dirama là: conducilo a esso, e come tu sei avvezza a fare, rafforza la sua memoria gravemente indebolita».

“Come una persona nobile, che non cerca scusa, ma fa della volontà di altri la sua volontà appena è manifestata all’esterno con qualsiasi segno; così, dopo che fui preso per mano da essa, la bella donna si avviò, e disse a Stazio con grazia signorile: «Vieni con lui».

“Se io avessi, lettore, una maggiore superficie da scrivere, racconterei in versi anche parzialmente il dolce bere che non mi avrebbe mai saziato; ma poiché tutte le pagine predisposte per questa seconda cantica sono complete, mi trattiene la misura imposta alle parti dell’opera. Io ritornai dalla santissima acqua rinvigorito come le giovani piante rivestite di fogliame appena spuntato, innocente e predisposto a salire alle stelle”.

© PURO E DISPOSTO A SALIRE A LE STELLE

Fonte: Enciclopedia dantesca, Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, 1970