Alcun tempo il sostenni col mio volto

30^ canto del Purgatorio.

Dante è accusato da Beatrice di traviamento.

Nel Paradiso terrestre. Il poeta narra: “Ella, sempre immobile sulla predetta sponda del carro, indirizzò il suo discorso così in seguito verso le Intelligenze pietose: «Voi vegliate nel giorno di Dio, sicché la notte né il sonno non vi nascondono qualsiasi azione che il mondo degli uomini compia nel suo cammino; per cui la mia replica è che mi comprenda con maggiore intenzione colui che piange dall’altra parte, affinché il peccato e il dolore siano proporzionati.

«Non soltanto a causa dell’influsso delle sfere celesti, che indirizzano ogni creatura umana a uno scopo determinato a seconda di come i pianeti siano congiunti con esse, ma per l’abbondanza di doni della grazia divina, che hanno la loro pioggia da nuvole così alte, che nell’Empireo non vi arrivano neppure le nostre viste, questi nella sua età giovanile fu tale in potenza attiva, che ogni buona disposizione naturale avrebbe prodotto in lui una straordinaria riuscita.

«Ma il terreno diventa tanto più sterile e più selvatico col cattivo seme e non coltivato, quanto più esso è più dotato di una buona fertilità naturale. Per qualche tempo lo mantenni sulla retta via con la mia presenza: facendogli vedere gli occhi giovanili, lo conducevo con me volto nella giusta direzione. Appena fui all’inizio della mia giovinezza e passai dalla vita terrena a quella eterna, questi si staccò da me, e si concesse ad altri.

«Quando ero ascesa dalla vita del corpo a quella dello spirito, e mi erano aumentate sia la bellezza sia i poteri della sua essenza, io da lui fui meno amata e meno apprezzata; e si miseper una via falsa, andando dietro a fallaci apparenze di bene, che nessuna promessa di felicità mantengono mai interamente. Né mi giovò l’ottenere con preghiere da Dio buone ispirazioni, con le quali in sogno e in modo diverso lo richiamai a me: gliene importò così poco!

«Scese moralmente tanto giù, che tutti i mezzi erano già insufficienti per la salvezza dell’anima sua, eccetto che fargli conoscere le anime dannate. Per questo discesi alla porta dei dannati, e la mia preghiera, piangendo, fu rivolta a colui che l’ha accompagnato quassù. Sarebbe violato un arcano decreto di Dio, se il Lete fosse attraversato e fosse assaporata tale bevanda senza nessun pagamento che faccia spargere lacrime di pentimento»”.

© ALCUN TEMPO IL SOSTENNI COL MIO VOLTO

Fonte: Enciclopedia dantesca, Treccani 1970