Come tu vedi in questo basso inferno

Noi pur giugnemmo dentro a l'alte fosse

8^ canto dell’Inferno. Al centro.

Poco dopo ciò io vidi fare un tale scempio di costui dai dannati imbrattati di fango, che tuttora ne esalto con lodi e ne rendo grazia a Dio. Tutti gridavano: “Addosso a Filippo Argenti!”; e il collerico spirito fiorentino mordeva sé stesso. Lo facemmo restare lì, che non ne parlo più; ma un confuso suono di lamenti mi colpì l’udito, e perciò io spalanco gli occhi per guardare intensamente davanti.

Il valente maestro disse: “A questo punto, figliolo, si avvicina la città che prende il nome di Dite, coi cittadini gravati di pene, con la grande schiera dei diavoli”.

E io: “Maestro, già vedo le sue costruzioni distinte là dentro nel profondo fossato, vermiglie come se fossero venute fuori dal fuoco”. Ed egli mi disse: “Il fuoco eterno che le brucia dentro le fa apparire roventi, come tu vedi in questo basso Inferno”.

Da leggere: Allor chiusero un poco il gran disdegno del 20.08.2017

Or vo’ che tu mia sentenza ne ‘mbocche

Or vo' che tu mia sentenza ne 'mbocche

7^ canto dell’Inferno. Al centro.

“Maestro mio”, io gli dissi, “ora dimmi ancora: questa Fortuna di cui tu mi accenni, che cos’è, che possiede così bramosamente i beni terreni?”.

E quegli a me: “Oh uomini privi di discernimento, quanto ignoranza è quella che vi danneggia! Ora voglio che tu accolga il mio ragionamento. Colui la cui suprema intelligenza supera tutto, creò i cieli e assegnò loro una guida, così che ognuna riflettesse il suo splendore su ogni cielo, ripartendo ugualmente la luce. Analogamente destinò un’amministratrice ai beni terreni che trasferisse le ricchezze e gli onori a tempo opportuno di popolo in popolo e da una stirpe all’altra, senza che il senno degli uomini potesse ripararsi da lei; perciò un popolo domina e un altro è oppresso, uniformandosi al decreto di costei, che è nascosto come il serpente nell’erba.

Da leggere: Vostro saver non ha contasto a lei del 14.08.2017 

O voi ch’avete li ‘ntelletti sani

O voi ch'avete li 'ntelletti sani

9^ canto dell’Inferno. Al centro.

Rivolgiti indietro e chiudi gli occhi e coprili con le mani; perché se appare Medusa e tu la vedessi, non sarebbe più possibile tornare sulla terra”.

Così disse il maestro; ed egli stesso mi fece rivolgere nella direzione opposta, e non si contentò che io tenessi le mani sugli occhi, ma vi aggiunse anche le sue. O voi che avete gli intelletti sgombri da errore, sforzatevi dʼintendere lʼammaestramento che si cela sotto il senso letterale dellʼallegoria. E già arrivava su per le acque fangose un rumore violento e improvviso, spaventoso, per cui tremavano ambedue le rive, non diverso da un vento vorticoso causato dallo scontrarsi di vapori di caldi e secchi elevati dalla terra, che colpisce la selva e senza nessun ostacolo rompe, getta a terra e trascina fuori i rami; avanza con il suo alto fronte in un nugolo di polvere, e mette in fuga gli animali e i pastori.

Da leggere: Ahi quanto mi parea pien di disdegno! del 08.08.2017

Allor distese al legno ambo le mani

Allor distese al legno ambo le mani

8^ canto dell’Inferno. In direzione del centro.

Pertanto tese ambedue le mani verso la barca; e perciò il maestro avveduto lo allontanò, dicendo: “Via là con gli altri iracondi!”.

Poi mi abbracciò al collo; mi baciò il viso e disse: “Animo disdegnoso, sia lodata colei che divenne gravida di te! Quegli fu un individuo tracotante fra i vivi ; non si trova una cosa buona che nobiliti la sua fama: così qui è rabbiosa la sua ombra. Quanti si ritengono ora in terra personaggi autorevoli che staranno qui come maiali nella melma, facendo restare di sé un ricordo infame!”.

E io: “Maestro, sarei molto desideroso di vederlo aggredito e immerso in quest’acqua sporca prima che noi si venga fuori dalla palude”.

Ed egli a me: “Prima che ti si renda visibile la sponda, tu sarai soddisfatto: dovrà accadere che tu prova il godimento di tale desiderio”.

Da leggere: Come tu vedi in questo basso inferno del 26.07.2017