Di lungi n’eravamo ancora un poco

di-lungi-neravamo-ancora-un-poco

4^ canto dell’Inferno. Al centro.

Non interrompevamo il camminare per il fatto che egli parlasse, ma attraversavamo la folla di continuo, la folla, dico, di numerosi spiriti. Non avevamo percorso ancora molta strada dal luogo in cui mi ero destato dal sonno, quando io vidi un fuoco che squarciava il buio con una mezza sfera luminosa. Ne eravamo ancora un poco lontani, ma non così che io non intendessi in qualche misura che anime autorevoli occupavano quel luogo.

“O tu che nobiliti sapienza e attività pratica, chi sono questi che hanno un onore così grande, che li differenzia dalla condizione degli altri?”. 

E quegli a me: “La gloriosa fama che vive di loro nella vita terrena, ottiene un favore in Paradiso che li privilegia così”.

Contemporaneamente udii una voce: “Ricevete con grande solennità l’eccelso poeta; torna la sua ombra, che si era allontanata”.

Dopo che la voce si fu fermata e cessata, vidi avvicinarsi a noi quattro grandi ombre: avevano un aspetto né dolente né felice.  

Da leggere: Così vid’i’ adunar la bella scola del 28.11.2016

E io anima trista non son sola

e-io-anima-trista-non-son-sola

6^ canto dell’Inferno. Al centro.

Ed egli a me: “La tua città, che è colma d’invidia così che già si riversa fuori, mi accolse in sé nella vita terrena. Voi concittadini mi deste il nome Ciacco: per il rovinoso peccato della gola, come tu vedi, mi consumo sotto la pioggia. E io anima sciagurata non sono sola, perché tutte queste stanno con un tormento uguale per un peccato uguale”. E non proferì più verbo.

Io gli risposi: “Ciacco, la tua pena mi addolora così, che mi dispone al pianto; ma dimmi, se tu lo sai, a quali estremi approderanno i cittadini della città divisa; se qualcuno vi è fautore della giustizia; e dimmi la ragione per cui l’ha presa in possesso tanta ostilità”.

Da leggere: Giusti son due, e non vi sono intesi del 18.11.2016

L’altra è colei che s’ancise amorosa

laltra-e-colei-che-sancise-amorosa

5^ canto dell’Inferno. In direzione del centro.

E come le gru emettono i loro lamenti, trasformandosi in una lunga fila in aria, così io vidi venire, lamentandosi, ombre trasportate dalla citata bufera; e perciò dissi: “Maestro, chi sono quelle anime che l’aria buia punisce così?”.    

La prima di coloro di cui tu vuoi conoscere i fatti”, mi disse quegli allora, “fu imperatrice di molti popoli di lingue diverse. Fu così dedita al vizio della lussuria, che dichiarò permesso dalla legge quel che piacesse a ognuno, per cancellare la riprovazione in cui era incorsa. Essa è Semiramide, di cui si apprende attraverso scritti che prese il posto di Nino e fu sua moglie: dominò i territori che il Sultano regge.

“La seconda è colei che si uccise per amore, e non mantenne la promessa di restare fedele alle ceneri di Sicheo; poi c’è la licenziosa Cleopatra. Vedi Elena, per cui trascorse tanto tempo nefasto, e vedi il nobile Achille, che infine combatté con l’amore. Vedi Paride, Tristano”; e mi palesò e indicò a dito innumerevoli ombre, che morirono per amore. Dopo che io ebbi sentito il mio maestro nominare le antiche dame e gli eroi, mi raggiunse la compassione, e quasi mi turbai.

Da leggere: Quali colombe dal disio chiamate del 08.11.2016