L’altra è colei che s’ancise amorosa

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Capii che a questo tormento sono condannati i lussuriosi, che assoggettano la ragione all’amore dei sensi”.

Con queste semplici parole, Dante dapprima ci segnala a chi appartengono le voci dolenti che egli sente dopo aver percorso il declivio dietro a Virgilio – ed essersi ritrovato in un luogo di tenebre, il secondo cerchio dell’Inferno – paragonando poi i lussuriosi alle gru che emettono i loro versi lamentosi, quando si trasformano in una lunga fila nel cielo.

Ora anche a noi sembra di vedere gli spiriti dannati trascinati con violenza di qua, di là, in giù, in su da un tifone che non cessa mai, tanta è l’efficacia della descrizione che ne fa Dante.

E addirittura, suggestionati da questa scena inquietante, ci sembra di sentire il poeta che chiede a Virgilio: “Maestro, chi sono quelle anime punite così dall’aria buia?”. 5^ canto dell’Inferno, di poco discosti dal principio.

La prima di quelle di cui tu vuoi conoscere i fatti”, gli risponde allora Virgilio, “fu imperatrice di molti popoli che parlavano idiomi diversi. Fu così dedita al vizio della lussuria, che dichiarò permesso dalla legge quel che piacesse a ognuno, per cancellare la riprovazione in cui era incorsa. Essa è Semiramide, di cui si apprende attraverso scritti che prese il posto di Nino e fu sua moglie: governò i territori che regge il Sultano.

“La seconda è Didone, e non mantenne la promessa di restare fedele alle memoria di Sicheo; poi c’è la licenziosa Cleopatra. Vedi Elena, a causa della quale trascorse tanto tempo nefasto, e vedi il nobile Achille, che infine combatté con l’amore. Vedi Paride, Tristano”, conclude.

E Dante chiosa, a corollario di ciò: “E mi fece vedere e indicò a dito innumerevoli ombre, che l’amore portò alla morte”.

2 pensieri su “L’altra è colei che s’ancise amorosa

  1. Il POETA ammonisce sui pericoli che comporta anteporre i sentimenti alla ragione, introducendo i principi di una visione rinascimnetale alla medievale del suo tempo (prima metà del 1300). Dante non è grande solo per i suoi endacasillabi ma sopratutto per principi, dei quali alcuni, solo abbozzati altri pienamente formati. Queste idee formeranno alcuni dei pilastri della “nuovo evo” dopo quasi due secoli.

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