Spiriti umani non eran salvati

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4^ canto dell’Inferno. In direzione del centro.

Dimmi, maestro mio, dimmi, signore”, io cominciai per volere essere sicuro di quella fede che risolve ogni dubbio, “di qui venne fuori mai qualcuno, o per suo merito o per quello di altri, che poi diventasse beato?”. E quegli che comprese il tono allusivo delle mie parole, rispose: “Io ero appena giunto nel Limbo, quando vidi venire qui un potente, incoronato con l’insegna della vittoria. Portò via di qui l’ombra del primo genitore, di suo figlio Abele e quella di Noè, di Mosè legislatore e osservante degli ordini del Signore; il capostipite Abramo e re David, Giacobbe con il padre e coi suoi figli e con Rachele, per sposare la quale si adoperò tanto, e molti altri, e li beatificò. E voglio che tu sappia che, prima di essi, non erano state salvate anime umane”.

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Elle giacean per terra tutte quante

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6^ canto dell’Inferno. In direzione del centro.

Noi passavamo su per le ombre che la pioggia opprimente abbatte, e poggiavamo i piedi sopra la loro parvenza che sembra un corpo vero. Esse erano distese in terra tutte quante, eccetto una che si alzò a sedere, non appena ci vide passarle davanti.

“O tu che sei condotto attraverso questo Inferno”, mi disse, “riconoscimi, se ti riesce: tu nascesti prima che io morissi”.

E io a lui: “La sofferenza intollerabile che tu hai forse ti toglie dalla mia memoria, così che ho l’impressione di non averti mai visto. Ma dimmi chi sei tu che sei posto in un luogo così doloroso, e hai questo tormento, che, se un altro è più intenso, nessuno riesce così repellente”.

Da leggere: E io anima trista non son sola del 18.10.2016

Io venni in loco d’ogne luce muto

Io venni in loco d'ogne luce muto

5^ canto dell’Inferno. Dopo l’inizio.

Adesso le voci di dolore incominciano a fare in modo che io le oda; adesso sono venuto là dove mi colpisce molto pianto. Io venni in un luogo totalmente buio,  che rumoreggia cupamente come fa il mare per una tempesta, quando i venti ostili vi imperversano disputandosene il dominio. La bufera infernale, che non ha mai tregua, travolge gli spiriti con la sua forza dirompente; li aggrava rigirandoli e facendoli cozzare.

Ogni volta che arrivano davanti a una frana, lì le grida acute, i pianti i lamenti; lì offendono la potenza divina. Compresi che a questo tormento sono condannati i peccatori della carne, che sottomettono la ragione al desiderio. E come gli stornelli sono trasportati in volo dalle loro ali nella stagione fredda, in uno stormo fitto e compatto, così quel tifone travolge di qua, di là, in giù, in su gli spiriti dannati; non li rincuora mai nessuna speranza, per non dire di una pausa, ma di una diminuzione della sofferenza.

Da leggere: L’altra è colei che s’ancise amorosa del 08.10.2016