1^ canto del Paradiso
L’ordine dell’universo
Dal Paradiso terrestre alla sfera del fuoco. Il poeta sente dire da Beatrice: «Tutte quante le cose hanno un ordine tra loro, e questo è il principio informatore che rende l’universo simile a Dio. Qui le nobili creature vedono l’impronta del divino valore, il quale è la meta finale in vista del quale è data la regola citata poco prima. Nell’ordine di cui io parlo tutte le cose create hanno una comune inclinazione, secondo le varie condizioni toccate loro in sorte, essendo più e meno vicine al loro principio; e si muovono nell’immensa e molteplice vita dell’universo verso vari fini, e ciascuna con l’impulso concesso a essa che la guidi.
«Questi dirige il fuoco verso la sua sfera lungo il cielo della Luna; questi è il principio motore negli animali bruti; questi comprime tutti gli elementi della Terra verso il suo centro e ne determina la compattezza; né quest’arco scaglia verso il loro fine soltanto le creature che sono prive d’intelligenza, ma anche quelle che hanno intelletto e volontà. La provvidenza, che regola una cosa così grande, appaga della sua luce il cielo nel quale si muove quello che gira più veloce; e adesso lì, come alla sede stabilita in eterno, ci porta la forza della corda di quell’arco che volge ciò che scocca a un bersaglio causa di letizia.
«Vero è che, come il risultato non corrisponde molte volte all’intenzione dell’artista, perché la materia è riottosa a lasciarsi plasmare, così da questo ordine naturale e provvidenziale talvolta l’uomo si allontana, che, pur così spinto, ha la possibilità d’inclinare in un’altra direzione; e come si può vedere precipitare un fulmine che si sprigiona da una nuvola, così l’istinto primario lo spinge verso terra quando è deviato da una fallace apparenza di bene. Non devi più guardare con stupore la tua ascesa, se giudico rettamente, proprio come di un rivo quando scende giù a valle da un alto monte. In te sarebbe una cosa mirabile se, libero dal peccato, ti fossi messo a sedere giù, come in Terra lo star fermo in un fuoco vivace».
© LA PROVEDENZA, CHE COTANTO ASSETTA
Fonte: Enciclopedia dantesca, Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, 1970