E quindi fu del fosso il nostro passo

E quindi fu del fosso il nostro passo

12^ canto dell’Inferno. Conclusione.

Poco più in là il centauro si fermò presso dannati che davano l’impressione che emergessero da quel sangue bollente fino alla gola. Ci additò un’ombra sola da una parte, dicendo: “Colui spaccò in chiesa il cuore che ancora si onora sul Tamigi”.

Poi vidi dannati che tenevano la testa fuori dal fiume e anche tutto il petto; e io riconobbi molti di costoro. Così a mano a mano quel sangue si abbassava, così che bruciava soltanto i piedi; e per di qui fu il nostro passaggio nel fiume.

“Come tu da questo lato vedi il sangue bollente che diminuisce di profondità in ogni momento”, disse il centauro, “così voglio che tu reputi vero che da quest’altro a mano a mano il suo fondo lo spinga facendolo abbassare, fino a che si ricongiunge dove i tiranni è destino che si lamentino. La divina giustizia travaglia di qua quellAttila che fu un flagello in terra, e Pirro e Sesto; e in eterno trae fuori le lacrime, che fa sgorgare dagli occhi per mezzo del sangue bollente, a Rinieri da Corneto, a Rinieri de’ Pazzi, che recarono tanto danno sulle strade”.

Poi si volse indietro e ripassò l’acquitrino.

Ancora in dietro un poco ti rivolvi

Ancora in dietro un poco ti rivolvi

11^ canto dellInferno. Verso la conclusione.

O sole che dissipi la nebbia dellignoranza da ogni vista intellettuale, tu mi soddisfi così ogni volta che sciogli i miei dubbi, che, non meno della certezza, mi torna gradita l’incertezza. Volgiti unaltra volta alquanto indietro”, io dissi, “quando dici che l’usura reca offesa alla divina bontà, e sciogli il dubbio”.

Mi disse: “La filosofia, a favore di chi la comprende, indica, non soltanto in un solo punto, come la natura procede dall’intelletto divino e dalla sua capacità di tradurre in atto la sua creatività; e se tu esamini distintamente la Fisica da te conosciuta, riuscirai a stabilire, dopo non molte pagine, che lʼoperare umano, quanto può, si mette al seguito di quella, come fa il discepolo col maestro; così che il lavoro umano è quasi nipote a Dio.

Da leggere: Ma seguimi oramai che ‘l gir mi piace del 14.05.2018 

E già ‘l maestro mio mi richiamava

E già 'l maestro mio mi richiamava

10^ canto dell’Inferno. Verso la conclusione.

“Noi prevediamo, come quegli che ha la vista difettosa, le cose”, disse, “che ci sono distanti nel tempo; solo di tanto tuttora ci illumina l’altissimo Signore. Quando si avvicinano o sono presenti, il nostro potere precognitivo è completamente inefficace; e se altri non ci informa, non conosciamo nulla della condizione terrena degli uomini. Perciò puoi intendere che sarà totalmente estinta la nostra facoltà di conoscere da quel momento in cui sarà serrata la porta che conduce al futuro”.

Quindi, come se fossi trafitto dal rimorso per la mia colpa, dissi: “Ecco direte dunque a quello ricaduto disteso nell’avello che suo figlio è tuttora in vita; e se, prima,  nella replica sono stato in silenzio, fategli sapere che l’ho fatto perché già concentravo la riflessione dubbio che mi avete sciolto”.  

E già il mio maestro mi chiamava di nuovo; e perciò chiesi più fretta allo spirito che mi dicesse chi stava con lui.

Da leggere: Appresso mosse a man sinistra il piede del 04.05.2018