E caddi come l’uom cui sonno piglia

e caddi

3^ canto dell’Inferno. Conclusione.

“Figliolo mio”, disse il maestro generoso, “quelli che muoiono nel peccato mortale convergono tutti qui da ogni luogo; e sono docili a passare oltre il fiume, perché la giustizia divina li stimola, così che il timore si volge in desiderio. Di qui non passa mai un’anima in grazia di Dio; e perciò, se Caronte si lamenta di te, puoi intendere appieno dopo quanto è accaduto che cosa esprimono le sue parole”.

Terminato questo, l’oscura pianura tremò con tanta violenza, che la memoria del terrore mi bagna tuttora di sudore. La terra intrisa di lacrime mandò fuori un vento, che emanò un bagliore vermiglio il quale mi fece perdere i sensi; e caddi come chi è preso dal sonno.

Poscia che tai tre donne benedette

tre donne 1

2^ canto dell’Inferno. Verso la conclusione.

         “Dopo che mi ebbe detto questo, mi rivolse gli occhi lucidi e lacrimanti, per cui mi rese più sollecito quanto al venire. E sono giunto da te, così come essa volle: ti ho tolto dal cospetto di quella bestia che ti ha impedito il cammino più breve per il colle luminoso. Dunque: che cosa c’è? perché, perché ti trattieni, perché accogli tanta pusillanimità nel cuore, perché non hai coraggio e fermezza spirituale, dal momento che tre tali donne beate si preoccupano per te fra le anime del Paradiso, e il mio discorso ti fa sperare tanto bene?”.

Da leggere: Tu duca, tu segnore e tu maestro del 16.01.2016