E caddi come l’uom cui sonno piglia

e caddi

Dopo che nel vestibolo dell’Inferno Virgilio ha detto: “Caronte, non ti stizzire: si è deciso così in Paradiso, e non chiedere altro”, Dante ha puntualizzato che “di qui in poi ha taciuto il barbuto Caronte, che aveva gli occhi cerchiati di un acceso riverbero”.

Per proseguire, dicendo che le anime – quelle presso la riva dell’Acheronte da lui viste poco prima -, che erano affrante e nude, hanno mutato colore e battuto i denti, non appena hanno udito le parole dure del demone. Hanno maledetto Dio e i loro genitori, l’umanità e il luogo e il tempo della nascita e i padri dei loro padri e il seme da cui erano stati generati.

Poi si sono radunate tutte quante insieme, presso la riva intrisa di male che aspetta ognuno che non teme Dio. “Il demone Caronte, con gli occhi come carboni ardenti facendo loro cenni, le riunisce tutte; percuote col remo  ognuna che indugia”, ha precisato il poeta.

A questo punto, egli ci ha deliziato con un’altra delle sue similitudini. Questa: “Come in autunno le foglie si staccano l’una dietro l’altra, fino a quando l’albero vede a terra tutte le sue fronde, analogamente le anime dannate si imbarcano da quella riva l’una dietro l’altra, con cenni come il falco si precipita a terra al richiamo del falconiere”.

3^ canto dell’Inferno. Conclusione. Dove Dante narra che le anime se ne vanno su per l’acqua di colore scuro del fiume, “e prima che siano sbarcate, un altro gruppo si raduna di qua”.

E il generoso Virgilio gli dice: “Figliolo, quelli che muoiono nel peccato mortale convergono tutti qui da ogni luogo; e sono docili a passare oltre il fiume, perché li stimola la giustizia divina, sicché il timore si volge in desiderio. Di qui non passa mai un’anima in grazia di Dio; e perciò, se Caronte si lamenta di te, puoi intendere a fondo dopo ciò che si è detto il significato delle sue parole”.

Terminato questo, l’oscura pianura trema con tanta violenza, “che la memoria del terrore mi bagna tuttora di sudore”. La terra intrisa di lacrime manda fuori un vento, che emana un bagliore vermiglio il quale gli fa perdere i sensi; “e caddi come chi ha sonno”. Così si chiude il canto.

Poscia che tai tre donne benedette

tre donne 1

A un certo punto del discorso di Beatrice a Virgilio, questi è venuto a conoscenza che nell’Empireo una donna nobile – che si doleva per quell’ostacolo verso cui la stessa Beatrice lo aveva inviato – aveva chiamato santa Lucia, la quale si era sentita dire che il suo amico aveva bisogno di lei, e sarebbe stato affidato alle sue cure.

Santa Lucia, avversa a ogni crudeltà, si era avviata, ed era andata nel luogo dov’era Beatrice, in cui sedeva con l’antica Rachele. E a Beatrice aveva detto perché non aiutava quegli che era stato tanto innamorato di lei, che per lei si era sollevato dalla moltitudine del volgo. Non la muoveva a pietà il suo affanno, lei non vedeva il peccato che lo sovrastava “su cui il mare non riesce vittorioso?”.

Qui Beatrice ha detto a Virgilio che sulla Terra non vi erano stati mai alcuni più pronti a cercare il loro giovamento o a evitare la loro rovina, come lei, dopo che era stato fatto un tale discorso, nello scendere all’Inferno dall’Empireo, riponendo la sua fiducia nella di lui nobile parola poetica, che conferiva onore a lui e a quelli che l’avevano compresa bene. Poi ha taciuto definitivamente.

         2^ canto dellʼInferno. Verso la conclusione. In cui Virgilio, ripreso il filo del discorso diretto a Dante, gli riferisce che Beatrice, dopo che gli ha detto tutto quel che il poeta ha sentito, gli ha rivolto gli occhi lucidi e lacrimanti, e perciò lo ha reso più sollecito quanto al venire.

“E sono giunto da te, così come essa volle: ti ho tolto dal cospetto di quella bestia che ti ha impedito il cammino più breve per il colle luminoso”, precisa Virgilio. Il quale pone fine al suo lunghissimo racconto, incalzando il poeta con una serie di domande. Queste di seguito:           

“Dunque: che cosa c’è? perché, perché stai fermo, perché accogli tanta pusillanimità nel cuore, perché non hai coraggio e fermezza spirituale, dal momento che tre siffatte donne beate si preoccupano per te nell’Empireo, e il mio discorso ti fa sperare tanto bene?”.