Sola sedeasi in su la terra vera

32^ canto del Purgatorio

Beatrice affida a Dante una missione

Nel Paradiso terrestre. Dante narra: “Se io potessi descrivere come si addormentarono gli occhi crudeli di Argo udendo la storia di Siringa, gli occhi a cui soltanto per vegliare pagò un prezzo così caro; come un pittore che dipinga con un modello, dipingerei come io mi addormentai; ma sia chi vuole che rappresenti esattamente l’addormentarsi. Perciò passo a quando mi svegliai, e dico che un fulgore mi squarciò il velo del mio sonno, e un incitare: «Alzati: che cosa fai?».

“Quali Pietro e Giovanni e Giacomo, condotti a vedere i fiori dell’albero del melo che rende sempre avidi gli angeli del suo frutto e genera un eterno convito nuziale nel Paradiso e sopraffatti, ritornarono in sé al discorso dal quale furono interrotti sonni più profondi, e videro diminuita la loro compagnia così di Mosè come di Elia, e al maestro loro cambiata la veste; tale ripresi i sensi io, e vidi stare su di me quella santa che prima mi guidò lungo il fiume.

“E tutto dubbioso dissi: «Dov’è Beatrice?». Ed ella: «La vedi sotto il fogliame appena spuntato sull’albero sedere sulla sua radice. Vedi la schiera che le sta attorno: gli altri salgono in Paradiso seguendo il grifone con un inno cantato più dilettevole e più profondo».

“E se il suo discorso fu più esteso, non so, poiché mi era già negli occhi l’immagine di quella che mi aveva precluso di essere intento ad altro. Sedeva sola sulla terra nuda, come una difesa lasciata lì del carro che vidi legare all’albero dall’animale con la doppia natura. Le sette ninfe la chiudevano a mo’ di una cintura difensiva, con in mano quei lumi che sono al sicuro dai venti del nord e del sud.

“«Qui tu sarai abitante della selva per poco tempo; e poi sarai con me eternamente cittadino di quella Roma celeste per cui Cristo è il primo cittadino. Perciò, a vantaggio dell’umanità che vive viziosamente, ora rivolgi lo sguardo verso il carro, e scrivi quello che vedi, ritornato in Terra». Così Beatrice; e io, che ero del tutto disposto a obbedire umilmente ai suoi comandi, volsi l’intelletto e gli occhi dove ella volle”.

© SOLA SEDEASI IN SU LA TERRA VERA

Fonte: Enciclopedia dantesca , Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, 1970

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