Cortesia e valor dì se dimora

Cortesia e valor dì se dimora

16^ canto dell’Inferno. Al centro.

Poi cominciai: “Non il disprezzo, ma la vostra situazione m’impresse il dolore nel cuore, tanto intenso che ci vorrà tempo prima che si dilegui completamente, non appena questo mio signore mi ha detto parole dalle quali ho supposto che dovevate essere anime degne di riguardo, quali voi siete. Sono Fiorentino, e sempre riferii e ascoltai con affetto devoto le vostre azioni e i vostri onorevoli nomi. Abbandono l’amarezza del peccato, e aspiro alle virtù teologiche e morali promesse a me dalla sincera guida; ma prima dovrà accadere che io scenda fino alla parte centrale della terra”.

Possa l’anima guidare a lungo le tue membra”, rispose quegli di nuovo, “e possa la tua nomea risplendere dopo la tua morte, di’ se cortesia e valore si trovano nella nostra città com’era solito, o se l’hanno abbandonata totalmente; perché Guglielmo Borsiere, il quale soffre con noi da poco tempo e si accompagna là coi compagni, ci affligge molto con le sue parole”.

Da leggere: Fa che di noi a la gente favelle del 24.11.2019

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