Del vecchio ponte guardavam la traccia

E non pur io

18^ canto dell’Inferno. Al centro.

Mentre parlava così un diavolo lo colpì con il suo scudiscio di cuoio, e disse: “Allontanati, ruffiano! qui non vi sono donne da prostituire per guadagno”.

Mi ricongiunsi con la mia guida; dopo con pochi passi pervenimmo là dove un ponte di pietra emergeva dalla parete di roccia. Risalimmo quello molto facilmente; e rivolti a destra su per la sua china scagliosa, ci allontanammo da quella parete rocciosa in forma circolare. Quando noi fummo là dove si apre il vuoto di sotto per permettere il passaggio ai frustati, la guida disse: “Fermati, e fa’ in modo che cada su di te lo sguardo di questi altri dannati, ai quali finora non hai visto il volto poiché non procedevano nella nostra stessa direzione”.

Dal ponte primordiale rivolgevamo lo sguardo alla fila che si avvicinava a noi dalla parte opposta, e che la frusta fa camminare continuamente e in fretta in modo simile.

Da leggere: Ello passò per l’isola di Lenno del 18.11.2019 

 

Un pensiero su “Del vecchio ponte guardavam la traccia

  1. Caro Carlo, prima di poter leggere e comprendere il blog penso che dovrò affrontare il lavoro di questo fiorentino universale. Un abbraccio da Madrid, Spagna
    Ahora en castellano, he utilizado un traductor on line, espero no haber dicho alguna burrada 😉

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