9^ canto del Purgatorio.
L’aiuto di santa Lucia.
Nel Purgatorio. In vista della porta. Dante narra: “«Non aver timore», disse il mio signore; «tranquillizzati, perché noi siamo avanti nel nostro cammino; non restringere, ma dà libero corso a ogni energia spirituale. Dopo quanto è accaduto tu sei arrivato al Purgatorio: vedi là il pendio che lo cinge intorno; vedi l’ingresso là dove il pendio appare interrotto da una spaccatura. Poco fa, nell’alba che precede il giorno, quando la tua anima dentro aveva le sue facoltà impedite dal sonno, venne una donna sopra i fiori di cui è adorno quel luogo laggiù, e disse: “Sono Lucia; permettetemi di prendere costui che dorme; così l’aiuterò nel suo cammino”. Rimasero lì Sordello e le altre anime nobili; essa ti prese tra le braccia, e quando si fece giorno, salì; e io lo seguii. Ti depose qui, ma prima gli occhi suoi belli mi resero manifesta quella fessura nel balzo; poi essa e il sonno scomparvero insieme».
“Similmente a colui che nel dubbio si accerta e che trasforma la sua paura in sicurezza, dopo che gli è stata svelata la verità, mi mutai io; e quando la guida mia mi vide senza timore, salì per il pendio, e io dalla parte posteriore verso l’alto. Lettore, tu intendi chiaramente in che modo io elevo a una maggiore dignità poetica il mio tema, e perciò non ti stupire se io lo fortifico con maggiori accorgimenti retorici”.
© TU SE’ OMAI AL PURGATORIO GIUNTO
Fonte: Enciclopedia dantesca, Treccani 1970