Là dove l’ombre tutte eran coperte

34^ canto dell’Inferno.

I traditori dei benefattori.

Nel nono cerchio dell’Inferno, Cocito. Quarta zona, la Giudecca. Il poeta narra: “Mi trovavo già, e lo versifico con paura, là dove le ombre erano tutte coperte, e trasparivano come un fuscello nel vetro. Alcune sono distese; altre stanno erette, le une in piedi e le altre a testa in giù; altre ancora, come un arco, ripiegano indietro il capo verso i piedi”.

I traditori dei benefattori, collocati da Dante nella quarta zona di questo cerchio, sono ritenuti dai commentatori più recenti della Commedia, come il Porena, coloro che si sono meritati la Giudecca in quanto peccatori verso l’autorità divina sia nel mondo spirituale sia in quello secolare. Per il Petrocchi, invece, “i benefattori vanno intesi in un senso altissimo di sollecitudine spirituale e umana, che altrimenti troppo assomiglierebbero agli ‘ospiti’ : prima di tutto Cristo, che ha recato al mondo il ‘beneficio’ della sua incarnazione e passione; poi coloro che sono chiamati da Dio a curare la preparazione del ‘beneficio eterno’ (i vicari di Cristo), e a distribuire in terra i benefici della pace e della giustizia; infine tutti coloro che, nell’ambito della società cristiana, operano per realizzare la carità cristiana, per comunicare a tutti i benefici di Cristo”.

È ben vero che, per il poeta, la qualità del tradimento punita in questa zona del nono cerchio è la più grave di tutte: lo conferma anche la pena riservata a costoro, consistente, eccettuati Giuda, Bruto e Cassio, nel trovarsi totalmente sepolti nel ghiaccio. Pena, peraltro, che esprime con molta efficacia l’eterna cristallizzazione dei dannati, pur nella diversità delle posizioni corporali. Per i commentatori più antichi dell’opera come il Buti, Dante “quattro differenzie pone, perché quattro sono le differenzie di questi traditori: imperò che altri sono che usano tradimento alli benefattori suoi pari, e questi finge che stiano parimente a giacere; e altri sono che l’usano contro li maggiori benefattori…, signori,… e maestri e qualunque altro grado di maggioria, e questi sono col capo in giù e coi piedi in su; et altri sono che l’usano contra li minori…, come li signori contra li sudditi, e questi stanno col capo in su e co’ piedi in giù; et altri sono che l’usano contra li minori e contra li maggiori parimente, e questi stanno inarcocchiati col capo e coi piedi parimente giù nella ghiaccia”. Ma, tornando al Petrocchi, si tratterebbe di una spiegazione poco persuasiva, perché il poeta “non ha fatto altro che richiamarsi alla necessità poetica, che sollecitava alla pittura di un quadro vario e composito”.

@ LA DOVE L’OMBRE TUTTE ERAN COPERTE

Fonte: Enciclopedia dantesca, Treccani 1970

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