Attraversato è, nudo, ne la via

23^ canto dell’Inferno

Caifas

Nell’ottavo cerchio dell’Inferno, Malebolge. Sesta bolgia. Il poeta sente dire da Catalano de’ Malavolti: «Quel conficcato che tu osservi, suggerì ai Farisei che era utile crocifiggere un solo uomo per il bene del popolo. È posto di traverso, nudo, sulla strada, come tu vedi, ed è necessario che egli avverta prima quanto pesa ognuno che passa. E analogamente è tormentato in questa bolgia il suocero, e gli altri del Sinedrio che fu causa di sventura per i Giudei».

Il riferimento è alla figura biblica di Caifas, collocato da Dante nella sesta bolgia di questo cerchio tra gli ipocriti. Fu sommo sacerdote di Gerusalemme dal 18 a.C. al 36 a.C., e di lui i Vangeli ci hanno tramandato la sua responsabilità nell’opposizione della classe sacerdotale giudea contro Cristo. Infatti, Matteo, e non solo lui (Matteo, 26,3 e 57, Luca, 3,2 e Giovanni, 11,50, 28, 14 e 24), riportò che, in una riunione appositamente organizzata, si decise la cattura e la messa a morte del Salvatore. Il quale, condotto alla presenza di Caifas, dichiarò di essere il Figlio di Dio, ricevendo in risposta che stava bestemmiando.

Il passo dantesco fu chiosato dall’Anonimo Fiorentino, tra i primi commentatori della Commedia, che scrisse: “Questo crucifisso fu Caifasso, il quale, quando Cristo fu crucifisso da’ Giudei, elli era Pontefice maggiore; e disse in sua diceria, che si convenia che uno morisse per lo popolo, e Cristo fosse esso. E perciò che ipocritamente consigliò per lo popolo, per la giustizia conviene che ogni gente lo scalpiti e vadali addosso”.

© ATTRAVERSATO È, NUDO, NE LA VIA

Fonte: Enciclopedia dantesca, Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, 1970

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