Là giù trovammo una gente dipinta

23^ canto dell’Inferno.

Una gente dipinta.

Malebolge, l’ottavo cerchio dell’Inferno. Sesta bolgia. I due poeti, affrancatisi della presenza dei diavoli nella bolgia precedente, camminano velocemente come frati minori. E quando vedono venire quelli con le ali allargate, Virgilio stringe improvvisamente Dante, e si lascia andare supino giù dal sommo dell’argine roccioso al digradante pendio della parete di pietra, che chiude uno dei lati della bolgia successiva. Dove incontrano dannati vestiti in modo sgargiante che vanno in tondo con passi assai lenti, piangendo e per quanto traspare dal volto stanchi e vinti. Essi hanno cappe con copricapi abbassati di fronte agli occhi. All’esterno sono d’oro, così che esso risplende; ma nell’interno tutte di piombo.

“I peccatori puniti in questa bolgia sono gli ipocriti: la forma del castigo eterno che il poeta escogita per essi è tra quelle elaborate con maggior sottigliezza di rapporti e di contrappassi e insieme con maggiore evidenza rappresentativa e sensibilità d’artista”, scrive Natalino Sapegno nell’Inferno di scolastica memoria, da lui egregiamente commentato. Per proseguire come segue: “Del resto il contrasto tra la vistosa apparenza esteriore e la tormentosa realtà ha un evidente rapporto con la natura di un peccato, che consiste nel celare sotto una veste di virtù e di santità un’indole viziosa”.

Inoltre, per l’illustre dantista, la sgargiante cappa da monaco e l’avanzare nella bolgia a mo’ di processione religiosa di questi dannati, pongono in risalto la categoria di persone contro la quale si scaglia il poeta: egli vuole condannare l’ipocrisia come peccato soprattutto perpetrato dagli ordini religiosi, esaminandola nel campo sociale e politico più che nella sfera della coscienza dei singoli.

E nel contesto di questa condanna senza se e senza ma, si colloca nel canto l’episodio dei due frati bolognesi, di cui si parlerà in un altro momento, “che vuol essere inteso appunto come una satira contro gli intrighi politici del papato e della gente di chiesa”.

@ LÀ GIÙ TROVAMMO UNA GENTE DIPINTA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...