Così ne puose al fondo Gerione

Così ne puose al fondo Gerione

Settimo cerchio dell’Inferno, terzo girone. Il poeta ci ha donato unʼaltra delle sue bellissime similitudini. La seguente: “Come la barca si stacca dalla riva indietreggiando a poco a poco, così si staccò di lì; e dopo che si sentì totalmente a suo agio, là dovʼera il petto, diresse la coda, e dopo averla distesa in lungo, come unʼanguilla, la scosse, e con la zampe fornite di unghie adunche addensò lʼaria intorno a sé”.

A questo punto della narrazione egli ha inteso sottolineare di non aver creduto che fosse stata maggiore la paura “quando Fetonte allentò le redini, e perciò un pezzo di atmosfera, come appare anche ora, fu incendiato; né quando il povero Icaro sentì il dorso perdere le penne a causa della cera che si era sciolta, mentre il padre gli gridava ʻSbagli strada!ʼ ”, di quella che fu la sua, quando egli ha visto che era completamente sospeso nel vuoto, e ha visto dileguata ogni vista eccetto che della fiera.

Per chiosare: “Essa se ne va calando a volo molto lentamente; vola tracciando larghe ruote e scende, ma non me ne rendo conto se non per il fatto che lʼaria mi ventila davanti al volto e dal basso”.

17^ canto dellʼInferno. Conclusione. Dove Dante continua dicendo che egli ode già a destra la cascata fare sotto di loro un terrificante strepito, per cui protende la testa in giù e guarda.

Perciò egli è preso dal timore di saltare, poiché vede fuochi e ode lamenti; pertanto egli tremando interamente restringe le cosce.

E poi vidi, poiché non lo vedevo prima”, precisa, “il moto lento a larghe spirali verso i grandi tormenti che si avvicinavano ora da una parte ora dallʼaltra”.

E qui una nuova similitudine arricchisce il racconto: “Come il falcone che ha volato a lungo, che senza aver visto il richiamo o la preda fa dire al falconiere ʻOhimè, tu stai calando!ʼ, scende stanco nel luogo in cui è solito muoversi veloce, con numerosi giri lenti, e si mette lontano dal suo addestratore, sdegnoso e afflitto; così Gerione ci depose in fondo rasente la ripida parete rocciosa”.

E scaricati i corpi dei due poeti, questi sparisce rapidissimo come la cocca della freccia si distacca dalla corda di un arco. E il canto si chiude.

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