Così ne puose al fondo Gerione

Così ne puose al fondo Gerione

17^ canto dell’Inferno. Conclusione.

Io sentivo già a destra la cascata fare sotto di noi un terrificante strepito, per cui protendo la testa in giù e guardo. Perciò io fui preso dal timore di saltare, poiché vidi fuochi e sentii lamenti; pertanto io restringo le cosce tremando interamente. E poi vidi, poiché non lo vedevo prima, il moto lento a larghe spirali verso i grandi tormenti che si avvicinavano ora da una parte ora dall’altra.

Come il falcone che ha volato a lungo, che senza aver visto il richiamo o la preda fa dire al falconiere ʻOhimè, tu scendi!ʼ, discende stanco nel luogo in cui è solito muoversi veloce, con numerosi giri lenti, e si mette lontano dal suo addestratore, sdegnoso e afflitto; così Gerione ci depose in fondo rasente la ripida parete rocciosa, e, scaricati i nostri corpi, sparì rapidissimo come la cocca della freccia si distacca dalla corda di un arco. 

Da leggere: E quella sozza imagine di froda del 08.02.2020

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