L’animo mio, per disdegnoso gusto

L'animo mio, per disdegnoso gusto

13^ canto dellInferno. Al centro.

E il ramo troncato: “Mi alletti così con dolci parole, che non posso astenermi dal parlare; e non vi infastidisca per quanto io mi lasci trattenere a conversare un poco. Io sono colui che tenni entrambe le chiavi del cuore di Federico, e che le girai, chiudendo e aprendo, così delicatamente, che esclusi dalla sua confidenza quasi ognuno; fui fedele all’altissimo compito, tanto che per questo persi la pace e la vita”.      

“La prostituta che mai distolse gli occhi disonesti dalla corte dell’imperatore, rovina comune di tutti gli uomini e peccato delle corti, istigò contro di me gli animi di tutti; e gli istigati istigarono a loro volta l’imperatore, che gli onori che mi avevano reso lieto si mutarono in mesti dolori. Il mio animo, per il piacere che si cerca nella soddisfazione di un pieno sdegno, immaginando di sfuggire con la morte il disprezzo, mi rese ingiusto contro di me innocente. In nome delle strane radici di questa pianta vi giuro che non fui mai infedele al mio signore, che fu così meritevole di alta reputazione. E se qualcuno di voi ritorna fra gli uomini, rianimi la mia fama, che è prostrata tuttora per il dolore che le inferse l’invidia”.   

Da leggere: Surge in vermena e in pianta silvestra del 10.01.2019

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