Nullo martiro, fuor che la tua rabbia

14^ canto dellʼInferno.

Capaneo.

Nel settimo cerchio dell’Inferno. Terzo girone. Virgilio a Capaneo: «O Capaneo, in ciò che la tua superbia non si spegne, tu sei più castigato; nessun tormento, eccetto che la tua rabbia, sarebbe alla tua ira rabbiosa un tormento compiutamente adeguato».

Figura del mito classico, Capaneo, posto dal poeta nel terzo girone di questo cerchio tra i bestemmiatori, fu uno dei “Sette contro Tebe”, vale a dire i sette sovrani ellenici (secondo la versione vulgata del mito: Adrasto, capo della spedizione, Tideo, Ippomedonte, Partenopeo, Anfiarao, lo stesso Capaneo e Polinice) che posero a Tebe il primo assedio per ridarne il regno a Polinice cui il fratello Eteocle l’aveva defraudato. Tutti, tranne Adrasto, morirono nell’impresa, che forma l’argomento della Tebaide di Stazio.

Capaneo, sulle mura della città, ebbro della vittoria appena conseguita, e sicuro della propria forza, sfidò Giove a difendere la città, così che il capo degli dèi testé gli scagliò contro un fulmine. Già colpito, rimase ancora in piedi per un poco, ed esalò l’ultimo respiro ergendo la testa verso le stelle, sì sconfitto ma nemmeno lontanamente pronto ad accettare il suo destino.

Dalla mitologia alla letteratura, grazie al poeta, il cammino di questo personaggio è stato breve. Non a caso, egli lo collocò in questo girone, raffigurandolo in preda a un’empietà indomita, corrispondente, del resto, alla sua potenza fisica fedele a quella tramandata dalla mitologia.

@ NULLO MARTIRO, FUOR CHE LA TUA RABBIA

Fonte: Enciclopedia dantesca, Treccani 1970

 

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