9^ canto dell’Inferno.
L’inviato celeste.
Nel quinto cerchio dell’Inferno. Il poeta narra: “Come le rane al cospetto dell’ostile serpe si allontanano tutte sull’acqua, fino a che ciascuna fa un mucchio di sé e della terra, così io vidi più di mille anime dannate fuggire di fronte a uno che camminando sulle acque attraversava lo Stige senza bagnarvi le piante. Allontanava dal volto quell’ aria densa di caligine, agitando spesso avanti la mano sinistra; e sembrava affaticato solo da quella molestia. Senz’altro capii che egli era un inviato celeste, e mi volsi al maestro; e lui a sua volta fece segno che stessi riverente e piegassi il corpo verso quello. Ahi quanto mi sembrava irato! Raggiunse la porta e l’aprì con un’insegna di comando, per modo che non vi ebbe nessun impedimento”.
Questo personaggio, inviato in soccorso Dante in questo cerchio, ha rappresentato nei secoli per i commentatori della Commedia uno dei suoi enigmi più celebri, che gli stessi hanno cercato in tutti i modi di risolvere, attraverso le congetture più bizzarre. Il poeta lo vede quando i dannati fuggono di fronte a uno che al passaggio attraversa lo Stige senza bagnarvi le piante dei piedi, nonché allontana dal volto l’aria densa di caligine, subito dopo Virgilio facendogli segno che stesse riverente e piegasse il corpo verso di lui.
Di recente la Chiavacci Leonardi, riprendendo l’antica querelle sull’identità da attribuire a costui, si è così espressa: “Escludiamo il riferimento – da molti proposto – ad un personaggio storico qualsiasi (Arrigo VII, Enea, ecc.), perché non ve n’è alcuna traccia nel testo, mentre l’indicazione dell’angelo appare chiara sia nelle parole da ciel messo (n.d.r. Dante le usa nella narrazione quando si rende conto della natura del personaggio), sia nel riscontro con la scena Purg. VIII, sia nel compito a lui affidato, sia nell’esortazione di Virgilio a Dante perché s’inchini davanti a lui, come farà per gli angeli del Purgatorio”.
@ DAL VOLTO RIMOVEA QUELL’AERE GRASSO
Fonte: Enciclopedia dantesca, Treccani 1970
Inferno, Anna Maria Chiavacci Leonardi, Mondadori 1991 e successive ristampe