Certo non si scoteo sì forte Delo

20^ canto del Purgatorio.

Il tremar del monte.

Nella quinta cornice del Purgatorio. Il poeta narra: “Noi ci eravamo già allontanati da lui, e ci affrettavamo di superare la strada tanto quanto ci era consentito dalla difficoltà del cammino, quando io sentii tremare il monte, come una cosa che cada; cosicché mi vinse un gelo come è solito vincere colui che è condotto al supplizio. Certo Delo non si agitò con violenza, prima che Latona costruisse in essa la dimora per generare le due luci del cielo.

“Poi ebbe inizio da ogni punto un grido tale, che il maestro si mosse verso di me, dicendo: «Non temere, fino a quando io ti guido». Tutti dicevano ‘Gloria a Dio nel più alto dei cieli’, per quello che io capii dalla voce degli spiriti più vicini, da cui si potevano distinguere le parole del grido. Noi stavamo fermi e intenti per timore come i pastori che udirono quel canto per la prima volta, fino a che il terremoto cessò e il canto giunse alla fine”.

Dunque un terremoto scuote il monte e il Gloria lo accompagna, per celebrare l’ascesa in cielo di un’anima che ha finito il periodo di purgazione. Chiosa la Chiavacci Leonardi a tal proposito: “I due poeti ascoltano sospesi, come i pastori che per primi udirono quel canto a Betlemme (là dove Maria depose il bambino nella sua povertà, come il primo esempio ricorda). Con arte profonda Dante descrive questo momento, misto di paura e di dolcezza – tra lo scuotersi del monte e la bellezza del coro che si leva da ogni sua parte – e pieno di incerta aspettativa.

“Egli ne rimanda la spiegazione al canto successivo. Ma non si può non pensare, come altri critici di fatto hanno pensato, che quel terremoto e quel canto – segni di un glorioso evento soprannaturale, di cui il richiamo alla nascita di Cristo illumina all’improvviso il senso – siano come una risposta all’appassionata supplica prima rivolta al cielo. Il corso storico avrà i suoi tempi, i principi del mondo saranno giudicati alla fine. Ma ogni giorno, ogni ora, in ogni singola anima umana che sale al cielo, si compie il giudizio e la liberazione che quella nascita rese possibile”.

@ CERTO NON SI SCOTEO SÌ FORTE DELO

Fonti: Enciclopedia dantesca, Treccani 1970

Purgatorio, Anna Maria Chiavacci Leonardi, Mondadori 1994 e successive ristampe

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