Figliuol fu’ io d’un beccaio di Parigi

20^ canto del Purgatorio.

Ugo Capeto.

Nella quinta cornice del Purgatorio. Ugo Capeto a Dante: «In Terra fui chiamato Ugo Capeto; da me sono discesi i Filippo e i Luigi dai quali è governata la Francia negli ultimi tempi. Io fui figlio di un commerciante di carni di Parigi: quando si estinsero tutti i re antichi, eccetto che uno solo fattosi frate, mi trovai salde nelle mani le redini della guida politica del regno, e tanta potenza di nuove ricchezze, e così con molti amici, che alla dignità della corona regia vacante fu elevata la testa di mio figlio, dal quale iniziarono a essere solennemente consacrate le persone dei re Capetingi».

Ugo Capeto, collocato da Dante in questa cornice tra gli avari e i prodighi, fu re dei Franchi dal 987 fino alla morte nel 996. Nacque intorno al 940 dalla sorella di Ottone I, Edvige, e da Ugo I il Grande, uno dei grandi vassalli dell’Impero, duca dei Franchi e di Borgogna, conte di Parigi, di Orléans e di Tours, il quale tenne di fatto il governo per conto di Ludovico IV e del quattordicenne Lotario.

Il figlio di Ugo I il Grande, dunque, non fu storicamente il fondatore della sua dinastia, quella dei Capetingi, come dice al poeta, bensì fu il primo a detenere la carica di re di Francia con l’incoronazione a Reims il 3 Luglio del 987, quindi dopo l’estinzione dei Carolingi avvenuta con la morte di Ludovico V, succeduto a Lotario.

Dante, pertanto, confuse in un’unica persona i due Ughi, padre e figlio, attingendo a fonti in massima parte leggendarie. Errore non solo di Dante, in verità, poiché nel suo tempo le conoscenze intorno alle origini dei Capetingi e, in generale, sui fatti di Francia erano quasi inesistenti.

Chiosava il Sapegno, nel suo commento al 20^ canto a proposito della radice della mala pianta: “ … è fatto giudice e interprete e profeta dell’imminente giudizio divino, a colpire, nella sua persona, e in quella dei suoi discendenti, gli effetti di quella cupidigia onde si genera primamente il disordine delle istituzioni e quindi la corruzione del costume in tutto il mondo cristiano”.

@ FIGLIUOL FU’ IO D’UN BECCAIO DI PARIGI

Fonti: Enciclopedia dantesca, Treccani 1970

Purgatorio, Natalino Sapegno, La Nuova Italia Editrice 1979, 12^ ristampa

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