Intra Sïestri e Chiaveri s’adima

19^ canto del Purgatorio.

Adriano V.

Nella quinta cornice del Purgatorio. Il poeta sente dire da Adriano V: «Apprenderai perché il cielo faccia volgere a sé i nostri dorsi; ma prima sappi che io fui successore di Pietro. Tra Sestri Levante e Chiavari scende a valle un bel fiume, e il titolo nobiliare della mia famiglia trae origine dal suo nome. Io sperimentai per poco più di un mese come pesa il manto papale a chi lo difende dal fango, che tutti gli altri pesi sembrano leggeri».

Adriano V, al secolo Ottobono Fieschi, posto da Dante in questa cornice tra gli avari e i prodighi, nacque nel periodo compreso tra il 1210 e il 1215 dalla grande famiglia genovese, che possedeva ampi feudi tra Sestri e Chiavari col titolo di conti di Lavagna. Nominato cardinale dallo zio Innocenzo IV, della stessa famiglia Fieschi, prima di assurgere al sacro soglio, pur se per un brevissimo lasso di tempo (11 Luglio-18 Agosto 1276), ebbe molti importanti incarichi e restò sempre fedele alla politica curiale di Innocenzo IV e dei suoi successori.

A onor del vero, nessuna fonte storica ha mai confermato la sua ‘avarizia’, nel senso etimologico del termine, ma, come viene citato nei vv. 109-111 del XIX^ canto (Vidi che lì non s’acquetava il core, né più salir potiesi in quella vita; per che di questa in me s’accese amore) e dalla sua stessa attività episcopale, “egli è qui posto”, chiosa la Chiavacci Leonardi, “per la sua avidità di potenza e grandezza terrena, il vero peccato che Dante rimprovera ai papi del suo tempo, dei quali Adriano V Fieschi è nel Purgatorio il rappresentante”.

La figura di questo papa ha rilievo esclusivamente personale, e per nulla politico, in coerenza con l’ispirazione etica che il poeta ha conferito a tutto il canto. Infatti, nell’uomo disteso per terra che narra a Dante la sua vicenda in tono appassionato si palesa, al di là del pontefice che ne rappresenta l’ufficialità, “una singolare personalità con una sua interna e drammatica storia morale, simile per taglio e intensità a quelle di altri personaggi della cantica, come Manfredi o Sapia, ai quali egli appare tuttavia superiore per l’alta consapevolezza della sua coscienza”, ancora la Chiavacci Leonardi.

@ INTRA SÏESTRI E CHIAVERI S’ADIMA

Fonti: Enciclopedia dantesca, Treccani 1970

Purgatorio, Anna Maria Chiavacci Leonardi, Mondadori 1994 e successive ristampe

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