17^ canto del Purgatorio.
Le visioni estatiche di ira punita.
Nella terza cornice del Purgatorio. Il poeta narra: “Ricordati come, lettore, se mai ti raggiunse la nebbia in montagna attraverso la quale tu vedessi non diversamente da una talpa attraverso la pellicola che le ricopre gli occhi, quando i vapori umidi e densi iniziano a ridursi, la luce del sole penetra debolmente attraverso di essi; e la tua immaginazione sarà pronta a riuscire a vedere come io inizialmente vidi di nuovo il sole, che era già prossimo a coricarsi.
“Così, rendendo pari i miei coi passi fidati del mio maestro, uscii fuori di tale caligine ai raggi di sole già spenti sulla spiaggia. O fantasia che a volte ci sottrai così a ciò che è al di fuori di noi, che non ci si avvede della realtà per quanto intorno mille trombe emettano il loro suono, chi ti determina, se i sensi non ti offrono forme sensibili da fissare in te? Ti determina una luce che prende forma nel Paradiso, o per l’influsso delle sfere celesti o per la volontà divina che la dirige sulla Terra .
“Nella mia immaginazione apparve l’impronta della spietata crudeltà di colei che fu trasformata nell’uccello che si compiace di più a emettere suoni; e qui la mia mente fu cosi concentrata dentro di sé, che una cosa che le fosse posta in quel momento dai sensi esteriori non era percepita da essa. Poi dentro la profonda fantasia cadde uno crocifisso, sprezzante e altero per quello che appariva all’aspetto, e così moriva; intorno a lui c’era il nobile Assuero, la sua sposa Ester e l’innocente Mardocheo, che fu così integro nelle parole e nelle azioni.
“E appena questa rappresentazione svanì per propria virtù, similmente a una bolla a cui manca l’acqua sotto alla quale si formò, apparve nella mia visione una fanciulla piangendo tanto, e diceva: «O regina, perché hai voluto annullarti per un impeto d’ira? Ti sei uccisa per non perdere Lavinia; ora mi hai perduta! Sono proprio io che piango, madre, per la tua morte cruda piuttosto che per quella di altri»”.
@ O IMAGINATIVA CHE NE RUBE
Fonte: Enciclopedia dantesca, Treccani 1970