16^ canto del Purgatorio.
Marco Lombardo.
Nella terza cornice del Purgatorio. Marco Lombardo a Dante: «Fui della Lombardia, e fui chiamato Marco; conobbi le usanze e le umane indoli, e desiderai quell’eccellenza morale verso la quale ora ciascuno ha allentato l’arco. Per salire procedi esattamente».
Marco Lombardo, posto dal poeta in questa cornice tra gli iracondi, fu un personaggio di cui non si sa nulla se non che figura come protagonista del XLVI racconto del Novellino, in cui viene rappresentato come “savissimo uom di corte” e “povero e disdegnoso di chiedere ad altri”, e dove si cita una sua pungente risposta a tale Paolino, il quale gli rimproverava la povertà), nonché citato come “savio e valente uomo” dal Villani nella sua Cronica (VII 121), avendolo trovato a Pisa presso la corte del conte Ugolino, a cui, appena questi volle sapere che cosa ne pensasse della sua corte, avrebbe risposto: «Non vi falla altro che l’ira di Dio». Insomma, queste due fonti letterarie ci dicono che Marco fu un cortigiano dotato di moralità e di notevole intelligenza, ma non sono utili a identificare la sua origine.
Quanto a questa, soltanto a cavallo tra l’800 e il ‘900 la critica dantesca giunse alla conclusione che l’appellativo di “Lombardo”, di cui al verso 46 del 16^ canto (Lombardo fui), si riferiva alla sua origine, mentre in passato, a partire dai primi commentatori della Commedia (il Lana su tutti), si era ritenuto che tale appellativo fosse riferito al suo cognome. Chiosa la Chiavacci Leonardi: “Per essere la sua condizione in vita, e forse in qualche modo il suo carattere morale, ben simile a quella di Dante, il poeta lo introduce qui quasi come un altro se stesso a trattare di alcuni dei più importanti temi della sua meditazione: il libero arbitrio, la causa della corruzione del mondo, il rapporto tra Chiesa e Impero. Egli è quasi solo una voce (è infatti nascosto alla vista dal fumo); tuttavia il suo carattere prende un rilievo personale all’inizio e alla fine del colloquio, quasi a cornice alla parte centrale, dedicata all’enunciazione dei grandi argomenti”.
@ DEL MONDO SEPPI, E QUEL VALORE AMAI
Fonti: Enciclopedia dantesca, Treccani 1970
Purgatorio, Anna Maria Chiavacci Leonardi, Mondadori 1994 e successive ristampe