Di tal superbia qui si paga il fio

11^ canto del Purgatorio.

Oderisi da Gubbio.

Nella prima cornice del Purgatorio. Il poeta sente dire da Oderisi da Gubbio: «Fratello, splendono di più le pagine che Franco Bolognese illustra col pennello; la degna fama attualmente è tutta sua, e mia parzialmente. Tuttavia io non sarei stato così benevolo finché vissi, a causa del grande desiderio del grado di perfezione dove mirò il mio cuore. Qui si paga il tributo per tale superbia; e non sarei già qui, se non fosse che, potendo peccare, mi volsi a Dio».

Oderisi da Gubbio, posto da Dante in questa cornice tra i superbi, fu un famoso miniatore nato a Gubbio e morto nel 1299, che operò a Bologna nel 1268 e nel 1271, dove è testimoniata la sua attività nella seconda metà del XIII^ secolo (qui probabilmente lo conobbe il poeta), mentre nel 1295, secondo una notizia del Vasari, sembra che si trovasse a Roma per il suo lavoro di miniatore.

Chiosava il Sapegno su questo personaggio, nella nota di commento che lo riguarda: “Oderisi e Franco dovettero essere tra i rappresentanti maggiori di quella scuola bolognese di miniatori, in cui primamente si avverte un distacco dalla maniera bizantina e un accostamento ai modi francesizzanti”.

E sebbene non sia stato possibile rintracciare con assoluta certezza le opere provenienti dalla sua mano, come del resto è accaduto per Franco Bolognese, gli storici dell’arte hanno comunque riconosciuto una serie di codici che sono da attribuire alla sua scuola. Fu sicuramente un maestro e un grande innovatore, come ricordato appunto dal Sapegno.

@ DI TAL SUPERBIA QUI SI PAGA IL FIO

Fonti: Enciclopedia dantesca, Treccani 1970

Purgatorio, Natalino Sapegno, La Nuova Italia Editrice 1979, 12^ ristampa

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