Fanno Acheronte, Stige e Flegetonta

Fanno Acheronte, Stige e Flegetonta

Nel 14^ canto dellʼInferno, precisamente nel terzo girone del settimo cerchio, Dante, nel citare il Veglio di Creta, lo fa per parlare – attraverso la voce di Virgilio – dellʼorigine dei fiumi infernali. Essi nascono dalle lacrime che scendono in modo copioso dalle ferite che ricoprono le membra di tale personaggio e che, raccogliendosi ai suoi piedi, perforano la roccia del monte Ida a Creta, in cui dimora la sua statua, fino a che forma, da un balzo allʼaltro, prima lʼAcheronte, poi, in ordine di discesa, lo Stige, il Flegetonte e il Cocito.

Ora, senza tediare oltremodo il lettore coi riferimenti della mitologia classica – che, se vorrà, potrà dilettarsi ad approfondire per proprio conto – ci limiteremo a dare conto di questi fiumi al modo in cui sono trattati da Dante; il tutto, nel tempo che occorre per bere un buon caffè in compagnia.

Precisiamo subito che detti fiumi sono, in realtà, uno solo, che di volta in volta assume nomi diversi, a seconda della dislocazione, nonché degli aspetti che mutano di volta in volta: lʼAcheronte è una livida palude, lo Stige, uno stagno fangoso, il Flegetonte, un fiume di sangue bollente e, buon ultimo, il Cocito, un lago ghiacciato. Bene. Procediamo in ordine di citazione.

LʼAcheronte dantesco è una trista riviera attraverso la quale Caronte traghetta le anime dannate, la cui riva malvagia attende ciascun uom che Dio non teme, resa protagonista insieme al demone nel 3^ canto dellʼInferno, vv. 72-124. “Vidi anime presso la riva di un ampio fiume”, narra il poeta; e perciò egli invita Virgilio a dirgli chi sono e quale usanza le fa apparire ansiose di andare da una parte allʼaltra, avendo come risposta che le cose gli sarebbero state note una volta arrestati i loro passi sulla dolorosa riva di quel fiume, nel vestibolo infernale.

Lo Stige, secondo la descrizione del poeta, appare a questi sul limite del quarto cerchio, come una fonte che bolle e riversa per un fossato che da lei deriva, 7^ canto vv.101-102, da cui hanno origine le onde bige, di un triste ruscel che vanno a riversarsi in una palude che è denominata, appunto, Stige, la quale circonda la città di Dite. Un pantano dove in superficie appaiono anime immerse nelle acque fangose, tutte nude, con il volto rabbioso, troncandosi coʼ denti a brano a brano, mentre si battono tra di loro: gli iracondi, con gli accidiosi nascosti sotto.

Il Flegetonte, per il poeta – ma non lo cita per nome – è unʼampia fossa in arco torta, un fiume di sangue nel quale sono immersi gli omicidi e i predoni – 12^ canto dellʼInferno. Questa fossa circonda totalmente lo spazio del settimo cerchio, di cui forma il girone più esterno. Il fosso tristo attornia poi la selva dei suicidi e degli scialacquatori – 13^ canto dellʼInferno, per riemergere come una diramazione, il picciol fiumicello, nel terzo girone del settimo cerchio, quello dei bestemmiatori, dei sodomiti e degli usurai, per precipitare nel cerchio sottostante, lʼottavo, detto Malebolge.

Da cui, alla fine di un lungo percorso, diventerà il Cocito, di cui Virgilio non vuole parlare a Dante verso la fine del 14^ canto, dopo avergli descritto la modalità di formazione dei fiumi. Ma sarà il poeta a parlarne diffusamente nei canti 31^, 33^ e 34^ , come luogo di espiazione dei traditori dei parenti, della patria, degli ospiti e dei benefattori, nell’ultimo cerchio dell’Inferno. Egli, infatti, immagina Cocito a moʼ di una distesa ghiacciata, divisa in quattro zone, la fredda crosta formata dai venti prodotti dalle sei ali di Lucifero, e rappresentata come unʼimbuto inclinato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...