Usciron quei di sotto al ponticello

21^ canto dell’Inferno.

I Malebranche.

Nella quinta bolgia di Malebolge, ottavo cerchio dell’Inferno. A metà del canto, il poeta racconta che “con quella furia e con quell’impeto violento e improvviso con cui i cani escono contro il mendicante che senza indugiare chiede l’elemosina nel punto in cui si è fermato, quelli uscirono di sotto al ponte, e volsero contro di lui tutti i runcigli”.

Bene. “Lui” è Virgilio, e “quelli” sono i Malebranche, che secondo il Buti, uno dei primi commentatori della Commedia, furono “posti a tormentare i barattieri che hanno avuto male mani ad uncinare, e pigliare danari e doni di quello che non si dee pigliare”. Tale nome fu scelto da Dante con lo “stesso procedimento che gli aveva dettato già il nome di Malebolge, un procedimento, cioè, non puramente fantastico, ma intellettualistico, inteso a sottolineare taluni aspetti della… figura e dei… costumi di questi guardiani infernali attraverso la combinazione di precisi elementi lessicali”, puntualizzò il Sapegno a suo tempo.

Questi diavoli, di numero indefinito, e con aspetto di una ferocia inaudita, erano totalmente neri e alati. Straziavano i dannati con le loro grandi unghie, e con i runcigli, uncini, o raffi che dir si voglia, li mettevano dentro o li tiravano fuori dalla pece bollente. Il poeta li paragonò ai cani, come visto sopra, e, alquanto irosi, litigavano di continuo tra di loro. Periodicamente venivano scelti dal loro capo Malacoda a gruppi di dieci, e mandati a sorvegliare se i barattieri emergevano dalla pece bollente. Ciascuno recava un nome: il già citato Malacoda, Scarmiglione, Alichino e Calcabrina, Cagnazzo e Barbariccia, Libicocco e Draghignazzo, Ciriatto e Graffiacane, Farfarello e Rubicante.

Nomi, peraltro, che nei secoli furono oggetto di numerose elucubrazioni, da parte dei commentatori; per limitarci ai moderni, oltre al Sapegno di cui sopra, per il Torraca Dante coniò quei nomi sulla base di nomi, cognomi, soprannomi di suoi contemporanei. Di più, il Luiso riportò a Lucca l’origine dei nomi, a iniziare da Malacoda, che “è nome di famiglia lucchese”, continuando con Cagnazzo, Graffiacane, Scarmiglione, tutti nomi che comparivano nei principali atti pubblici della città.

@ USCIRON QUEI DI SOTTO AL PONTICELLO

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