Quale ne l’arzanà de’ Viniziani

21^ canto dell’Inferno.

Prima parte.

Così giungemmo dal ponte sopra la quarta bolgia al ponte sopra la quinta, parlando di altre cose che la mia commedia non si prende cura di narrare; ed eravamo giunti nel più punto più alto, quando ci fermammo per vedere la bolgia successiva di Malebolge e gli altri pianti inutili; e la vidi estremamente oscura. Quale nell’arsenale dei Veneziani bolle in inverno la tenace pece per spalmare di nuovo le loro navi che hanno patito danni, perché non possono navigare – in quella vece chi ripara la sua nave e chi rattoppa le fessure dei fianchi a quella che ha fatto più viaggi; chi batte ripetutamente a prua e chi a poppa; gli uni apprestano i remi e gli altri avvolgono il sartiame; chi rattoppa la vela minore e quella maggiore -: tale, non per il fuoco ma per attività divina, bolliva laggiù una pece densa, che ricopriva di uno strato vischioso la parete dappertutto. Vedevo lei, ma non vedevo in essa altro che i rigonfiamenti che la pece in ebollizione sollevava, e gonfiarsi totalmente, e riabbassarsi come premuta dal suo peso.

@ QUALE NE L’ARZANÀ DE’ VINIZIANI

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