Vedi Guido Bonatti; vedi Asdente

20^ canto dell’Inferno.

Ultima parte.

“Quell’altro che è così magro nei fianchi, fu Michele Scotto, che seppe veramente l’arte degli inganni propri della magia. Vedi Guido Bonatti; vedi Asdente, che ora desidererebbe avere atteso al mestiere di calzolaio, ma si pente dopo il tempo  conveniente e opportuno. Vedi le empie che abbandonarono l’ago, la spola e il fuso, e divennero indovine; fecero malie con filtri di erbe e con figure di cera. Ma vieni senz’altro indugio, perché la luna già tocca il limite di ambedue gli emisferi e raggiunge il mare sotto Siviglia; e già ieri notte la luna è stata piena: ben te ne devi ricordare, perché talora non ti ha recato danno nella selva profonda”.

Così mi parlava, e frattanto andavamo.

@ VEDI GUIDO BONATTI; VEDI ASDENTE

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