Quindi passando la vergine cruda

20^ canto dell’Inferno.

Quinta parte.

“Non ha corso molto, che esso incontra una bassura, nella quale acquista maggiore ampiezza e la trasforma in palude; e suole d’estate talora essere povera di acque. Passando di lì la giovane selvaggia vide terra, nel mezzo della palude, senza vegetazione e priva di abitanti. In quel luogo, per allontanarsi da ogni convivenza tra uomini, si fermò con i suoi servi a praticare le sue magie, e visse, e vi lasciò il suo corpo privo dell’anima.

“Le persone che si erano sparse nei dintorni poi si riunirono in quel luogo, che era sicuro per la palude che aveva tutto intorno. Edificarono la città presso quelle ossa morte; e in onore di colei che in precedenza aveva prescelto il luogo, la chiamarono Mantova senza altre motivazioni del suo nome. Già la sua popolazione fu più numerosa nell’interno delle mura, prima che l’insensatezza del Casaloldo subisse l’inganno da Pinamonte. Perciò t’insegno che, se mai tu senti raccontare in altro modo l’origine della mia città, nessuna falsa narrazione alteri la verità”.

@ QUINDI PASSANDO LA VERGINE CRUDA

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