Fatto v’avete dio d’oro e d’argento

19^ canto dell’Inferno.

Sesta parte.

“Perciò stai dove sei, perché tu sei punito giustamente; e custodisci con cura le decime e le rendite ecclesiastiche che ti resero animoso contro Carlo. E se non fosse che me lo impedisce anche il sentimento di riverente soggezione per gli elementi distintivi della Chiesa che tu tenesti nella vita terrena, io parlerei in modo ancora più fastidioso; perché l’avidità dei papi corrompe gli uomini, opprimendo i buoni e innalzando a dignità e benefici i perversi.

“A voi pontefici pensò l’Evangelista, nel tempo in cui colei che ha signoria sopra i popoli da lui fu vista comportarsi da meretrice coi re; quella che nacque con i sette doni dello Spirito Santo, e dai dieci comandamenti ebbe aiuto, fino a tanto che al suo sposo fu gradita la virtù. Avete fatto del denaro la vostra divinità; e che altra differenza vi è tra voi e gli idolatri, se non che essi ne adorano una, e voi cento? Ahi, Costantino, di quanto male fu causa, non la tua conversione, ma quella donazione che ricevette da te il primo papa che fu ricco!”.

@ FATTO V’AVETE DIO D’ORO E D’ARGENTO

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