Io stava come ‘l frate che confessa

19^ canto dell’Inferno.

Terza parte.

In quel momento giungemmo al margine che divide la terza bolgia dalla quarta; voltammo e discendemmo a mano sinistra laggiù nel fondo pieno di fori e stretto. Il valente maestro al momento non mi mise giù dal suo fianco, finché non mi portò al foro di quello che dava sfogo al dolore dimenando le gambe.

“O chiunque tu sia che tieni di sotto quel che sta sopra, anima sciagurata confitta come un palo nel terreno”, io cominciai a dire, “se puoi, parla”.

Io stavo come il frate che ascolta l’accusa sicario infedele, che, dopo che è stato infilato a testa in giù in una buca, chiama di nuovo il confessore per cui ritarda pur di poco la morte.

Ed egli gridò: “Tu sei già costì in piedi, tu sei già costì in piedi, Bonifacio? Il libro del futuro mi ha ingannato di non poco tempo. Tu sei così presto pago di quei beni materiali per i quali non esitasti di condurre fraudolentemente in sposa la Chiesa, e poi di oltraggiarla?”.

@ IO STAVA COME ‘L FRATE CHE CONFESSA

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