Se di saper ch’i’ sia ti cal cotanto

Se di saper ch'i' sia ti cal cotanto

19^ canto dell’Inferno.

Quarta parte.

Tale divenni io, quali sono coloro che stanno quasi confusi, per non aver capito ciò che è risposto loro, e non sono capaci di replicare.

Quindi Virgilio disse: “Digli subito: ‘Non sono colui, non sono colui che ritieni tale’ “; e io risposi come mi fu prescritto.

Per cui lo spirito agitò violentemente i piedi; poi, sospirando e con voce dolente e lamentosa, mi disse: “Dunque che cosa vuoi sapere da me? Se di sapere chi sia t’importa così tanto, che tu abbia perciò percorsa la costa, sappi che fui rivestito dai paramenti pontificali; e fui veramente un Orsini, così desideroso per favorire i discendenti dell’Orsa, che sulla terra misi i beni materiali in borsa e qui me stesso. Di sotto alla mia testa sono stati trascinati gli altri che mi precedettero praticando simonia, appiattiti nelle fenditure della roccia.

@ SE DI SAPER CH’I’ SIA TI CAL COTANTO

Io stava come ‘l frate che confessa

19^ canto dell’Inferno.

Terza parte.

In quel momento giungemmo al quarto margine; voltammo e discendemmo a mano sinistra laggiù nel fondo pieno di fori e stretto. Il valente maestro al momento non mi mise giù dal suo fianco, finché non mi portò al foro di quello che dava sfogo al dolore dimenando le gambe.

“O chiunque tu sia che tieni il capo di sotto, anima sciagurata confitta come un palo nel terreno”, io cominciai a dire, “se puoi, parla”.

Io stavo come il frate che ascolta l’accusa sicario infedele, che, dopo che è stato infilato a testa in giù in una buca, chiama di nuovo il confessore per cui ritarda pur di poco la morte.

Ed egli gridò: “Tu sei già costì in piedi, tu sei già costì in piedi, Bonifacio? Il libro del futuro mi ha ingannato di non poco tempo. Tu sei così presto pago di quei beni materiali per i quali non esitasti di condurre fraudolentemente in sposa la bella donna, e poi di oltraggiarla?”.

@ IO STAVA COME ‘L FRATE CHE CONFESSA

Le piante erano a tutti accese intrambe

19^ canto dell’Inferno.

Seconda parte.

Fuori dell’orifizio di ognuno sporgevano i piedi e le gambe di un peccatore fino alla coscia, e il restante stava nell’interno. Entrambe le piante dei piedi di tutti erano infuocate; per cui le giunture si agitavano con tanta violenza, che avrebbero ridotte in pezzi funicelle di vimini attorti e corde di fibre vegetali intrecciate. Quale la fiamma che brucia sulle cose spalmate di olio suole spostarsi soltanto su per la superficie esterna, tale era in quel punto dai calcagni alle punte dei piedi.

“Chi è colui, maestro, che manifesta il proprio dolore agitandosi più che gli altri suoi partecipi della stessa sorte”, io dissi, “e che una fiamma più rossa consuma?”.

Ed egli a me: “Se tu vuoi che ti conduca laggiù per quella costa che è più bassa, sarai informato da lui di sé e delle sue azioni colpevoli”.

E io: “Tutto questo mi è conveniente, come vuoi tu: tu sei signore, e sai che non mi allontano dalla tua volontà, e sai quanto mi astengo dal chiederti”.

@ LE PIANTE ERANO A TUTTI ACCESE INTRAMBE