Le ripe eran grommate d’una muffa

18^ canto dell’Inferno.

Sesta parte.

Già eravamo là dove il ristretto sentiero del ponte s’incrocia con il secondo argine, e di quello fa sostegno ad un altro ponte. Da quel punto sentimmo dannati che si lamentano sommessamente nella bolgia successiva e che ansimano rumorosamente col muso, e percuotono sé stessi con le mani. Le pareti erano incrostate di una sostanza fetida, per l’esalazione proveniente dal basso che vi si addensa come pasta, che faceva contrasto con la vista e con l’odorato.

Il fondo è così profondo, che non c’è spazio sufficiente a vederlo se non si sale sulla sommità del ponte, in cui il ponte roccioso va più in alto. Lì giungemmo; e da quel punto in basso nella bolgia vidi dannati immersi in uno sterco che sembrava essere tolto dalle latrine umane. E frattanto che io ricerco laggiù con l’occhio, vidi un dannato con la testa così sporca di sterco, che non appariva se era laico o tonsurato.

@ LE RIPE ERAN GROMMATE D’UNA MUFFA