Io avea una corda intorno cinta

Io avea una corda intorno cinta

16^ canto dellʼInferno. Verso la conclusione.

Come quel fiume che ha il proprio corso per primo dal Monviso verso oriente, dal versante sinistro degli Appennini, che in alto è detto Acquacheta, prima che scenda giù nella pianura, e a Forlì ha già cambiato nome, rimbomba nei pressi del convento di San Benedetto dellʼAlpe per formare un salto laddove doveva essere letto sufficiente per moltissimi fiumi; così, nel fondo di una parete scoscesa, sentimmo cadere con fragore quel ruscello sanguigno, così che in poco tempo ci avrebbe resi sordi. 

Io avevo i fianchi cinti da una corda, e con essa mi ero proposto talora di catturare la lonza dalla pelliccia screziata. Dopo che io la ebbi completamente slegata da me, come la guida mi aveva imposto, gliela tesi raccolta e aggrovigliata. Pertanto egli si rivolse verso destra, e abbastanza distante dall’orlo del cerchio la lanciò giù in quel profondo dirupo.

Da leggere: Ahi quanto cauti li uomini esser dienno del 08.01.2020   

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