Le ripe eran grommate d’una muffa

Le ripe eran grommate d'una muffa

18^ canto dell’Inferno. Verso la conclusione.

Già eravamo dove l’angusto passaggio del ponte s’incrocia con il secondo argine, e trasforma quello in appoggio ad un altro arco. Di lì sentimmo dannati che gemono sommessamente nella bolgia successiva e che con la faccia ansimano fragorosamente, e colpiscono loro stessi con le mani. Le coste erano incrostate da una fetida sostanza, per l’esalazione risalente dal fondo che vi si addensa come pasta, che faceva contrasto con la vista e con l’olfatto. 

Il fondo è così profondo, che nessun luogo è sufficiente per vedere se non salendo sul culmine dell’arco, dove il ponte di pietra è più alto. Giungemmo lì; e di lì giù nel fondo vidi dannati immersi in uno sterco che sembrava tolto dalle latrine terrene. E frattanto che io ricerco con gli occhi laggiù, vidi un dannato con la testa così sporca di sterco, che non appariva se era laico o ecclesiastico.

Da leggere: E quinci sian le nostre viste sazie del 02.01.2020

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