Per li occhi fora scoppiava lor duolo

17^ canto dell’Inferno.

Terza parte.

Lì il maestro mi disse: “Affinché tu porti via una cognizione piena e totale di questo girone, va’ e vedi la loro condizione. I tuoi dialoghi là siano brevi; fino a che non torni, discorrerò con questa, che ci presti le sue spalle robuste”.

Così andai tutto solo di nuovo su per l’orlo estremo di quel settimo cerchio, in cui sedevano le anime anime. La loro sofferenza prorompeva in lacrime attraverso gli occhi; di qua, di là, tentavano di difendersi con le mani ora dal vapore igneo, e ora dallo strato di sabbia ardente: non in modo diverso fanno i cani d’estate una volta con il muso una volta con la zampa, tutte le volte che sono punti o dalle pulci o dalle mosche o dai tafani.

@ PER LI OCCHI FORA SCOPPIAVA LOR DUOLO

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