Con questi Fiorentin son padoano

Con questi Fiorentin son padoano

17^ canto dell’Inferno. Al centro.

Dopo che guardai alcuni, sui quali precipita la dolorosa pioggia di fuoco, non ne riconobbi nessuno; ma io mi avvidi che dal collo a ognuno pendeva una borsa che aveva un dato colore e un dato blasone, e di qui sembra che si posino compiaciuti i loro occhi. E mentre io guardando con attenzione vengo tra di loro, vidi in una borsa gialla una figura di colore azzurro che aveva l’aspetto e l’atteggiamento di un leone. Poi, guardando oltre, ne vidi una seconda rossa come il sangue, palesando un’oca bianca più che il burro. 

 E un dannato, che aveva disegnata con una scrofa azzurra e pingue la sua borsa bianca, mi disse: “Tu che cosa fai in questa buca? Ora vattene; e poiché sei ancora vivo, sappi che il mio concittadino Vitaliano siederà qui alla mia sinistra. Sono padovano con questi Fiorentini: molte volte mi rintronano le orecchie gridando: ‘Venga all’Inferno il sommo cavaliere, che porterà con sé la borsa con tre capri!’ “. A questo punto deformò la bocca e tirò fuori la lingua, come il bue che si strofini il naso.

Da leggere: I’ m’assettai in su quelle spallacce del 30.11.2019

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