Per ch’io figurarlo i piedi affissi

Per ch'io a figurarlo i piedi affissi

18^ canto dell’Inferno. In direzione del centro.

E perciò io mi fermai a raffigurarlo; e l’amata guida si fermò con me, e permise che indietreggiassi un poco. E quel fustigato s’illuse di nascondersi chinando il capo; ma gli giovò poco, tanto che io dissi: “O tu che volgi lo sguardo a terra, se le fattezze che hai non mingannano, tu sei Venedico Caccianemico. Ma che cosa ti porta a pene così pungenti?”.

Ed egli a me: “Lo dico con disagio; ma mi costringe il tuo modo di parlare, che mi fa tornare alla memoria la vita terrena. Fui colui che indussi Ghisolabella a soddisfare la libidine del marchese, comunque sia diffusa la turpe notizia. E io non sono l’unico bolognese tormentato qui; all’opposto questo luogo ne è tanto colmo, che non sono attualmente tante lingue ammaestrate a dire ‘sia’ tra il Savena e il Reno; e se di ciò desideri la fiducia nella mia parola o una testimonianza sicura, ricordati della nostra indole avida di denaro”.

Da leggere: Del vecchio ponte guardavam la traccia del 28.10.2019

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