Cortesia e valor dì se dimora

16^ canto dell’Inferno.

Quarta parte.

“Possa l’anima governare per lungo tempo il tuo corpo”, rispose quegli di nuovo, “e possa la tua fama risplendere dopo la tua morte, dì se le virtù confacenti all’animo nobile si trovano nella nostra città com’era solito, o se completamente è venuta meno; perché Guglielmo Borsiere, il quale soffre con noi da poco e si accompagna là coi compagni, ci affligge molto con le sue parole”.

“I nuovi abitanti e le ricchezze accumulate in breve tempo hanno prodotto superbia e mancanza di senso della misura, Firenze in te, così che tu già te ne lamenti”.

Così gridai con il viso verso l’alto; e i tre, che capirono ciò come replica, si contemplarono l’un l’altro come ci si guarda con intenzione udendo confermare la verità di un nostro timore.

@ CORTESIA E VALOR DÌ SE DIMORA

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