Nel vano tutta sua coda guizzava

Nel vano tutta sua coda guizzava

17^ canto dell’Inferno. Dopo l’inizio.

Il suo volto era il volto di una persona leale, in quanto era rassicurante il suo aspetto esterno, e tutta la parte rimanente era di un serpente; aveva le zampe fornite di unghie adunche coperte di peli fino alle ascelle; aveva il dorso e il petto e ambedue i fianchi screziati da disegni in forma di nodi e figure rotonde. Con tanto maggior numero di colori, di lavori di sfondo e di rilievi non confezionarono mai tessuti i Tartari né i Turchi, né tali tele furono poste sul telaio da Aracne.

Come a volte i barconi a fondo piatto stanno a riva, che in parte sono immersi nell’acqua e in parte tirati a secco sulla spiaggia, e come nelle terre nordiche il castoro si prepara a pescare con la coda, così la bestia orribile stava sul bordo che è di pietra e racchiude il terreno sabbioso. Tutta la sua coda si dibatteva nel vuoto, storcendo in alto la velenosa estremità forcuta che muniva la punta a mo’ di scorpione.

Da leggere: Per li occhi fora scoppiava lor duolo del 22.10.2019

Qual sogliono i campion far nudi e unti

La fama nostra il tuo animo pieghi

16^ canto dell’Inferno. Dopo l’inizio.

Ahimè, quali ferite recenti e rimarginate vidi nei loro corpi, impresse dalle fiamme! Tuttora me ne dolgo soltanto che me ne ricordi. Il mio maestro fermò la propria attenzione alle loro invocazioni; rivolse il volto verso di me, e disse: “Aspetta, a costoro si deve mostrare rispetto. E se non fosse il fuoco che fa scendere la natura del luogo, direi che la prontezza converrebbe più a te che a loro”.

Non appena ci fermammo, essi ricominciarono le lacrime e i lamenti; e quando furono arrivati presso di noi, tutti e tre fecero un cerchio di loro stessi. Come sono soliti fare i lottatori nudi e spalmati di olio, studiando il momento opportuno per afferrare l’avversario in posizione di vantaggio, prima che tra di loro si scambino percosse e ferite, così girando, ognuno mi rivolgeva lo sguardo, così che il collo si spostava di continuo in senso opposto rispetto ai piedi.

Da leggere: La fama nostra il tuo animo pieghi del 12.10.2019

Nel fondo erano ignudi i peccatori

Nel fondo erano ignudi i peccatori

18^ canto dell’Inferno. Dopo l’inizio.

Quale aspetto, dove per difesa delle mura innumerevoli fossati circondano i castelli, offre il luogo in cui sono, tale configurazione quelli facevano lì; e come rispetto a questi luoghi fortificati vi sono ponticelli dalle loro porte fino alla sponda esterna, così dalla base della parete rocciosa si partivano ponti di pietra che tagliavano gli argini e le bolge fino al pozzo che li interrompe e contiene. Ci trovammo in questo luogo, deposti dalla schiena di Gerione; e il poeta procedette verso sinistra, e gli andai dietro.  

A destra vidi un nuovo spettacolo angoscioso, una pena mai vista e fustigatori di una nuova specie, delle quali cose era piena la prima bolgia. I peccatori nel fondo erano nudi; dalla mezzeria in qua ci venivano incontro, di là camminavano nella nostra stessa direzione, ma con un’andatura più affrettata della nostra, come i Romani per la moltitudine delle persone, l’anno del Giubileo, su per il ponte Sant’Angelo hanno escogitato l’espediente per regolare il traffico dei pellegrini, che da un lato tutti guardano verso la mole Adriana e si recano a San Pietro, dall’altro lato si dirigono verso il monte Giordano.

Da leggere: Per ch’io a figurarlo i piedi affissi del 06.10.2019