Lascio lo fele e vo per dolci pomi

16^ canto dell’Inferno.

Terza parte.

Se fossi stato riparato dal fuoco, mi sarei precipitato di sotto tra loro, e penso che il maestro l’avrebbe accordato; ma poiché io mi sarei bruciato e scottato, la paura vinse la mia buona disposizione d’animo che mi rendeva avidamente desideroso di abbracciarli.

Poi cominciai: “Non disprezzo, ma dolore la vostra situazione mi ha confitto internamente, così abbondante che ci vorrà tempo prima che abbandoni il mio animo totalmente, subito che questo mio signore mi ha detto parole dalle quali ho supposto che si avvicinassero anime tali, quali voi siete. Sono della vostra città, e sempre riferii e ascoltai con affetto devoto gli atti memorabili di voi e i gloriosi nomi. Lascio l’amarezza del peccato e mi dirigo verso i dolci frutti della virtù fatti sperare a me dalla sincera guida; ma antecedentemente dovrà accadere che io cada all’ingiù fino al fondo dell’Inferno”. 

@ LASCIO LO FELE E VO PER DOLCI POMI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...