Sì cominciò lo mio duca a parlarmi

Sì cominciò lo mio duca a parlarmi

17^ canto dell’Inferno. Inizio.

“Ecco la bestia con la coda appuntita, che supera gli ostacoli naturali e distrugge le difese dell’uomo! Ecco colei che ammorba tutti!”. Così la mia guida cominciò a parlarmi; e le fece cenno che venisse all’orlo del cerchio, vicino alle estremità degli argini di pietra percorsi. E quel sudicio simbolo d’inganno si avvicinò, e trasse la testa e il tronco, ma lasciò la coda libera nel vuoto.

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Quando tre ombre insieme si partiro

Quando tre ombre insieme si partiro

16^ canto dell’Inferno. Inizio.

Già ero giunto in un punto da cui si udiva il sordo rumore del ruscello che precipitava nell’altro cerchio, simile al ronzio che le api fanno dentro gli alveari, quando tre ombre si allontanarono insieme, correndo, da una schiera che passava sotto la pioggia del terribile tormento. Si avvicinavano a noi, e ognuna gridava: “Fermati tu che quanto alla veste ci sembri essere qualcuno della nostra città malvagia”.

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Nel dritto mezzo del campo maligno

Nel dritto mezzo del campo maligno

18^ canto dell’Inferno. Inizio.

Nell’Inferno c’è un luogo chiamato Malebolge, tutto di pietra di colore grigio, come la  parete rocciosa in forma circolare che lo cinge intorno. Nel centro esatto del piano di Malebolge si apre il vuoto di un pozzo molto ampio e profondo, di cui a suo tempo e luogo esporrò la struttura. Quella corona che resta dunque tra il pozzo e la base dell’alta parete di roccia è circolare, e ha il fondo suddiviso in dieci bolge.

Da leggere: Nel fondo erano ignudi i peccatori del 06.09.2019