Dato t’avrei a l’opera conforto

15^ canto dell’Inferno.

Quarta parte.

Egli cominciò: “Quale caso o volontà divina ti fa arrivare quaggiù prima del giorno della tua morte? e chi è questi che rende nota la strada?”.

“Lassù di sopra, nella vita terrena”, io gli risposi, “mi sono smarrito una selva, prima che la mia vita fosse giunta alla maturità. Soltanto ieri mi sono allontanato in direzione opposta: questi si è offerto al mio sguardo, mentre io stavo tornando in quella, e mi riconduce sulla diretta via per questo cammino”.

Ed egli a me: “Se tu assecondi la costellazione nella quale sei nato, non puoi mancare la tua meta di gloria, se giudicai rettamente nella vita terrena; e se io non fossi morto troppo presto, vedendo il segno astrale a te così propizio, ti avrei fornito l’aiuto nella tua attività di cittadino e di poeta. Ma quel popolo dimentico dei benefici ricevuti e malvagio che discese da Fiesole nel tempo antico, e conserva tuttora l’asprezza e la durezza della montagna, ti diverrà avverso, per il tuo fare cose buone; ed è giusto, perché tra gli agri sorbi non è conveniente crescere al dolce fico.

@ DATO T’AVREI A L’OPERA CONFORTO

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