Così adocchiato da cotal famiglia

Così adocchiato da cotal famiglia

Così adocchiato da cotal famiglia, fui riconosciuto da uno che si aggrappò al bordo della  veste e gridò: ‘Che meraviglia!’ “

In tal modo il poeta, nella prosecuzione del 15^ canto dellʼInferno. Dove egli va dietro a Virgilio su uno degli argini di pietra, entro i quali scorre un ruscello di sangue bollente, che delimita la spianata di sabbia – vale a dire il sabbione che segue la selva dei suicidi e degli scialacquatori, costituendo il terzo girone del settimo cerchio, quello che castiga gli bestemmiatori, i sodomiti e gli usurai.

E a Dante, quando quello che ha parlato distende il suo braccio verso di lui, non resta che guardare con attenzione la sua sembianza consumata dal troppo calore emanato dal luogo; ma quel volto bruciato non “precluse al mio intelletto di riconoscerlo”, egli precisa. Così, stendendo la sua mano sul viso di quegli, chiede con tono di stupore: “Voi siete qui, ser Brunetto?”

A questo punto Virgilio, rendendosi conto della rilevanza del personaggio che di lì a poco imbastirà con Dante uno dei dialoghi più istruttivi, per il poeta, di tutto il viaggio ultramondano, accelera il passo, distanziandosi quanto basta dai due.

E, mentre sta per allontanarsi, si volta e agli occhi balza lʼimmagine del dannato che si fa scivolare una mano sulla faccia martoriata dal fuoco. Dopodiché, ripreso il cammino, sente replicare con voce mesta: “Dante, non ti dispiaccia se Brunetto Latini torna un poʼ indietro con te e lascia andare avanti i suoi compagni”.

Avuta la conferma della propria intuizione, Dante ha un moto di riso compiaciuto. Chi lo avrebbe mai detto, deve aver pensato di getto, che Brunetto, colui che negli anni adolescenziali è stato il suo mentore, colui che, passeggiando, per le strade di Firenze gli parlava, insegnandogli come lʼuomo potesse innalzarsi fino allʼimmortalità con lo studio e la virtù, si trovi esattamente in quel luogo di dolore a espiare i propri peccati!

Allora, scrutandolo da capo a piedi, Dante prorompe con tono allegro: “Che dite, Brunetto! Per quanto posso, sono io a chiedervi di farlo; anzi, se volete che sia io a sedermi con voi, lo farò volentieri, se va bene a costui con cui mi accompagno”. E con il dito gli indica Virgilio, di poco discosto.

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