S’elli avesse potuto creder prima

13^ canto dell’Inferno.

Terza parte.

“Se egli avesse potuto ritenere vero in precedenza”, rispose il mio saggio maestro, “anima offesa, ciò che ha letto soltanto in un passo del mio poema, non avrebbe tesa la mia mano contro di te; ma l’incredibilità del fatto mi ha costretto a indurlo a un’azione che causa dolore a me stesso. Ma tu digli chi fosti, così che in cambio di una qualche riparazione ravvivi la tua reputazione sulla terra, in cui gli è permesso tornare”.

E il ramo troncato: “Mi alletti così con dolci parole, che non posso astenermi dal parlare; e non vi infastidisca per quanto io mi lasci trattenere a conversare un poco. Io sono colui che tenni entrambe le chiavi del cuore di Federico, e che le girai, chiudendo e aprendo, così delicatamente, che esclusi dalla sua vita quasi ognuno; fui fedele all’altissimo compito, tanto che per questo persi la pace e la vita.

@ S’ELLI AVESSE POTUTO CREDER PRIMA 

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