D’anime nude vidi molte gregge

D'anime nude vidi molte gregge

Vediamo una vasta spianata sabbiosa, sulla quale non cresce alcun tipo di verzura. I due poeti sono fermi sul limite della stessa, lʼultima propaggine della selva dei suicidi e degli scialacquatori. E sono intenti a osservarla con molta attenzione – in modo particolare Dante, con la fronte alquanto corrucciata.

Poco prima, caro lettore, Virgilio ha interrogato un dannato, trasformato nella sua pena infernale in un arbusto orrendo a vedersi. Il poeta non ci dice chi sia, ma sembra trattarsi di Lotto degli Agli, in vita un alto magistrato concittadino di Dante, suicidatosi con una corda al collo nella sua dimora, dopo aver sentenziato a favore di una parte, perché indotto a ciò da un atto corruttivo.

Attorno al cespuglio, un mucchio di ramicelli fa bella mostra di sé: essi si trovano lì, perché prima dellʼinterrogatorio di Virgilio, una mezza dozzina di cagne nere, allʼinseguimento di due anime dannate, si era scagliata contro questo cespuglio, provocando la rottura delle frasche e la loro dispersione in terra, al fine di stanare e ridurre a brandelli una delle due, rifugiatasi dietro lo stesso.

Dante, a questo punto, senza chiedere il permesso a Virgilio, si china e raccoglie i rametti sparsi, per sistemarli poi alla base del cespuglio. Ce lo racconta egli stesso nellʼesordio del 14^ canto dellʼInferno in tal modo: “Poiché mi stimolò lʼaffetto che lega le persone verso la propria città, raccolsi i ramoscelli dispersi in terra e li restituì a quel suicida, che oramai era distrutto”.

Per quanto riguarda la spianata sabbiosa, citata in apertura, Dante precisa nel prosieguo che essa è circondata dalla selva dei suicidi e degli scialacquatori, la quale a sua volta lo è dal Flegetonte, il fiume di sangue bollente.

Spianata composta da sabbia densa e secca, “non diversa da quella del deserto che ai suoi tempi fu calpestata dalla schiera dei soldati di Catone Uticense”, chiosa il poeta, il quale, a questo punto, davanti a tale vista, implora: “O giustizia divina, quanto devi essere temuta dai lettori, a causa di quello che vidi!”.

A un tratto, girando appena la testa, la sua attenzione viene attratta da alcune schiere di dannati, poste in punti diversi della distesa di sabbia: “Dʼanime nude vidi molte gregge che si lagnavano tutte insieme con molto dolore, e a esse sembrava imposta una legge diversa”. Bene. Ma chi sono queste anime?

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