Non fronda verde, ma di color fosco

Non fronda verde, ma di color fosco

13^ canto dell’Inferno. Inizio.

Nesso non era ancora giunto di là, che noi ci avviammo attraverso un bosco che non era delineato da nessun tracciato. Non foglie verdi, ma di colore scuro; non rami lisci e nodosi, ma contorti e intrecciati; non vi erano frutti, ma spine con veleno. Non hanno dimora tra cespugli spinosi così pungenti né così fitti quegli animali selvatici che  sfuggono tra Cecina e Corneto i luoghi coltivati.

Lì costruiscono i loro nidi le sozze Arpie, che scacciarono i Troiani nelle Strofadi con la funesta predizione di una futura rovina. Hanno larghe ali, e colli e volti umani, zampe con artigli, e il grande addome ricoperto di penne; emettono lamenti terrificanti sopra gli alberi.

E il valente maestro mi cominciò a dire: “Prima che t’inoltri maggiormente, sappi che sei nel secondo girone, e vi resterai fino a quando tu giungerai nello spaventoso terreno sabbioso. Perciò presta attenzione pienamente; così vedrai cose che priverebbero di fiducia il mio ragionamento”.

Da leggere: Io sentia d’ogne parte trarre guai del 10.10.2018 

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