E quindi fu del fosso il nostro passo

12^ canto dell’Inferno.

Ultima parte.

Ci additò un’ombra sola da una parte, dicendo: “Colui spaccò in chiesa il cuore che si onora tuttora sul Tamigi”.

Poi vidi dannati che tenevano la testa fuori dal fiume e anche tutto il petto; e io riconobbi molti di costoro. Così a mano a mano quel sangue si abbassava, così che bruciava soltanto i piedi; e per di qui fu il nostro passaggio nel fiume.

“Come tu da questo lato vedi il sangue bollente che diminuisce di profondità in ogni momento”, disse il centauro, “così voglio che tu reputi che da quest’altro a mano a mano il suo fondo lo spinga facendolo abbassare, fino a che si ricongiunge dove i tiranni è destino che si lamentino. La divina giustizia travaglia di qua quell’Attila che fu flagello in terra, e Pirro e Sesto; e in eterno trae fuori le lacrime, che fa sgorgare dagli occhi per mezzo del sangue bollente, a Rinieri da Corneto, a Rinieri de’ Pazzi, che recarono tanto danno sulle strade”.

Poi si volse indietro e ripassò l’acquitrino.

@ E QUINDI FU DEL FOSSO IL NOSTRO PASSO

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