Quivi si piangon li spietati danni

12^ canto dell’Inferno.

Sesta parte.

Chirone si volse sul lato destro, e disse a Nesso: “Volgiti indietro, e scortali, e fa’ scansare un’altra squadra se s’imbatte in voi”.

Allora ci avviammo con la guida fidata lungo la riva del fiume di sangue bollente e vermiglio, in cui i violenti gridavano aspramente. Io vidi dannati sotto il sangue fino agli occhi; e il potente centauro disse: “Essi sono tiranni che uccisero i sudditi e si impadronirono in modo violento dei loro beni. Lì si scontano i danni crudelmente fatti agli altri; lì c’è Alessando, e il feroce Dionisio che procurò alla Sicilia un periodo pieno di dolore. E quella fronte che ha la capigliatura così scura, è Ezzelino; e il seguente che è biondo, è Obizzo d’Este, il quale in verità fu ucciso dal figlio snaturato fra i vivi”. A quel punto mi rivolsi al poeta, e lui a sua volta disse: “Questi ti sia ora il primo maestro, e io il secondo”.

Poco più in là il centauro si fermò presso dannati che davano l’impressione che emergessero da quel sangue bollente fino alla gola.

@ QUIVI SI PIANGON LI SPIETATI DANNI

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